Politica

Epifani all’attacco dei grillini: «La loro non è vera democrazia»

Lo avevano criticato perché, al posto del solito comizio conclusivo della Festa nazionale del Pd, Guglielmo Epifani aveva messo in programma un’intervista con la direttrice dell’Huffington Post...

Lo avevano criticato perché, al posto del solito comizio conclusivo della Festa nazionale del Pd, Guglielmo Epifani aveva messo in programma un’intervista con la direttrice dell’ Huffington Post Lucia Annunziata. Forse per questo, prima di sedersi e sottoporsi alle domande della giornalista, il segretario improvvisa un mini-comizio. Formalismi che non aggiungono e non tolgono niente ai messaggi che Epifani lancia dal palco di Genova. Messaggi che, a ben vedere, hanno due obiettivi: rassicurare l’elettorato democratico spaventato dalla possibilità che il partito dia una manoa Silvio Berlusconi, rassicurare il Pdl sul fatto che non si sta già lavorando ad una maggioranza alternativa con il MoVimento 5 Stelle. Sui grillini il leader del Pd non usa mezzi termini: «Penso che la loro non sia vera democrazia perché se tu contrapponi alla democrazia parlamentare la democrazia diretta, ogni qualvolta nella storia del pensiero politico e degli stati moderni si è fatta questa contrapposizione, si è partiti reclamando più democrazia e si è finiti sempre, da una parte e dall’altra, con la cancellazione della democrazia. Sempre». «Alleanza con il M5S? - prosegue -. Su questo o su quello si può trovare un accordo e poi bisogna vedere con chi si può cambiare la legge elettorale o la si fa con gli uni o con gli altri, ma mi ha colpito Grillo quando ha detto di voler andare subito al voto con il Porcellum». E ancora: «Ci sono alcune cose che ci distanziano da Grillo. Non ho sentito nemmeno una parola sugli attacchi ricevuti dalla ministra Kyenge, non condivido poi la protesta dei deputati e a loro dico che chi sta sul tetto rappresenta le istituzioni». Insomma i grillini al momento restano un mondo distante. Ma questo non significa che il Pd è pronto a «salvare» il Cavaliere. Anzi. «La cosa che più mi preoccupa - sottolinea Epifani- è che noi non possiamo andare avanti a lungo con questa fibrillazione per cui un giorno sembra che il Governo debba cadere e il giorno dopo che debba andare avanti. Questo corrisponde alla tattica del bastone e della carota, non si può farlo stare sulla graticola tutti i giorni». «Noi - assicura - siamo sereni nella determianzione delle nostre scelte. Credo che il Governo debba esser messo in condizione di andare avanti, perché serve al Paese. Se qualcuno decidesse di staccare la spina se ne assumerà la responsabilità di fronte a tutto il Paese e anche alla comunità internazionale. È chiaro che il problema della possibile decadenza di Berlusconi ha un’implicazione politica ma riguarda il Cavaliere e il Pdl e tocca a loro risolverlo e non chiedere al Governo o al Pd di risolverlo perché non abbiamo titolo di farlo se per farlo dobbiamo andare contro la legge».

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