Tra falchi, colombe e piccioni il sistema politico italiano appare più una voliera che il luogo dove dovrebbero nascere le grandi riforme. Incontriamo Carlo Costalli, il focoso presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, a margine del seminario, organizzato a Senigallia dalla sua associazione, dedicato al lavoro e alla famiglia, in preparazione della quarantasettesima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (la settimana prossima a Torino). “Abbiamo da tempo, spiega Costalli, iniziato il cammino di preparazione alla Settimana Sociale. Certamente l’appuntamento di Torino rappresenta un’importante sfida culturale e politica. Questo seminario è fondamentale per essere preparati a un così significativo evento. Ma siamo qui anche per rimettere al centro del dibattito due temi imprescindibili per noi cattolici come lavoro e famiglia”. Parlare di famiglia e lavoro insieme non può risultare quantomeno arduo? “Assolutamente no. Credo che nell’approfondire il tema di questi giorni si debba, invece, tener particolarmente conto della complessa relazione tra vita familiare e vita lavorativa. Perché spesso le conseguenze di un lavoro precario, insoddisfacente o, peggio, la disoccupazione, hanno ripercussioni nella vita familiare e sociale. La relazione familiare è, infatti, il primo luogo su cui si scaricano gli effetti della crisi e l’incertezza esistenziale che ne deriva, ma anche quello in cui le persone trovano l’appoggio e le motivazioni per insistere e ripartire”. Ma è ancora così importante la famiglia in un modo così globale e legato al mercato? “Può apparire un paradosso, ma la società di oggi ha più bisogno di famiglia di quella di ieri. È dunque urgente superare il pessimismo. Il nostro intento è quello di avanzare proposte qualificanti che immaginino una politica per la famiglia, capace di armonizzare la società e cercare di renderla il più possibile a misura di famiglia”. Costalli passiamo alla politica. È vero che sta spostando la rotta del movimento verso sinistra? “Da sempre il mio riferimento, e quello del nostro mondo, è il centro destra, ma Letta con il suo Governo di pacificazione è fondamentale e non dobbiamo continuare a minarne la stabilità”. Certo, ma i falchi ritengono inaccettabile l’aggressione nei confronti del Cavaliere? “Sulla giustizia e sulla necessità di riformala noi siamo stati sempre in prima linea e su questo Berlusconi ha certamente ragione. Che la legge Severino venga valutata dalla corte costituzionale, detto questo deve prevalere il buon senso e la stabilità dello Stato. Il Governo Letta deve continuare”. Anche con l’appoggio dei grillini al posto del Pdl? “Uno scenario di questo tipo non ha senso. Il valore aggiunto di questa Governo è la sua capacità di mediazione tra i due grossi blocchi sociali. Solo con questa maggioranza possiamo immaginare le grandi riforme che servono per cambiare il Paese. Questo non significa che il Movimento Cinque Stelle debba rimanerne fuori, anzi partecipi all'onda riformatrice, ma si esprima sui temi e non sul metodo solo per fare polemica”. E dopo le riforme? “Si torni all’alternanza ma prima ci sia un grande rinnovamento e la scomposizione del quadro politico” . Non è che è diventato pure lei renziano? “Io con Renzi ho solo due cose in comune: Firenze e la Fiorentina. Detto questo credo che lui possa essere fondamentale in questa trasformazione politica. Anche se sono convinto che la vera svolta possa arrivare da questi cinquantenni ora in prima linea. Certo, è arrivato il tempo che diventino maggiorenni”. Si riferisce a Letta e Alfano? “Assolutamente, devono avere il coraggio di portare a termine il processo di pacificazione politica e avviare le riforme. Qualunque altra ipotesi non ci permetterebbe di agganciare la ripresa, lasciandoci indietro senza mezzi termini”. Certo che fino ad ora questo Governo non ha spiccato in quanto a riforme? “Cosa si può pretendere da Letta, è stato con un fucile puntato sulla testa praticamente da quando ha avuto l’incarico. Bisogna risanare questa difficile situazione e dare tempo di lavorare in serenità all’esecutivo. Poi le risposte arriveranno” . E voi come vi comporterete? “Il rapporto con la politica da parte dei nostri movimenti è imprescindibile, e non può essere altrimenti se non vogliamo fare solo “chiacchiere”, magari interessanti e “culturalmente elevate” ma sempre “chiacchiere”. E su questo tema noi continuiamo a lavorare, anche dopo gli errori del “post-Todi2”, perché questo è il nostro modo di interpretare una linea di presenza con convinzione. Possiamo essere considerati utopici, ma non ci dispiace. Per noi la questione è agire come se fosse possibile. Non possiamo arrenderci alla rassegnazione, all’idea dei tanti “che il mondo ormai va avanti così…”. E così dicendo non fanno niente per cambiarlo”.
Lavoro e famiglia bussola dei cattolici
Parla Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori «La legge Severino va verificata ma ora occorrono buon senso e stabilità»
