Usa la cautela Mario Draghi nella tradizionale conferenza che segue il direttivo della Banca Centrale Europea. Il numero uno di Eurotower coccola e rasserena gli operatori finanziari: «La politica monetaria della Bce resterà accomodante per tutto il tempo necessario in linea con le indicazioni fornite a luglio». Quanto basta a fornire combustibile alle Borse che vanno bene in tutta Europa. Milano compresa. Non solo. Non c’è nessun accenno o appigli per offrire spunti elettorali e a due settimane dal voto tedesco. Insomma parole caute. Ma che non lasciano spazio a cambi di direzione repentini nelle scelte monetarie. Il consiglio direttivo della Bce - si legge nel documento finale - «si aspetta che i tassi di interesse di riferimento restino ai livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato di tempo». Una aspettativa che «si basa sulla valutazione di un’inflazione che dovrebbe restare attenuata nel medio periodo e della diffusa debolezza dell’economia». La Bce, comunque, ha assicurato Draghi, «continuerà a monitorare tutte le informazioni per valutare l'eventuale impatto sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi». A favorire questa linea, le prospettive dell'inflazione, che però - ha ammesso - devono fare i conti con le incognite geopolitiche (leggi: attacco a Damasco). Draghi ha sottolineato che la Bce ha «ben presenti i rischi geopolitici che potrebbero derivare dalla situazione in Siria» per la crescita, ed è «pronta ad agire». Per l'economia dell'Eurozona, ha aggiunto, «ci sono rischi al ribasso per il possibile aumento dei prezzi delle materie prime a causa di rinnovate tensioni geopolitiche». La Bce ha comunque rivisto le stime del Pil reale dell'Eurozona che viene previsto in calo dello 0,4% nel 2013 e in aumento dell1,0% nel 2014. «Rispetto alle stime di giugno scorso - sottolinea Draghi - le previsioni per il 2013 sono state riviste al rialzo di 0,2 punti percentuali mentre per il 2014 c'è stata una revisione al ribasso di 0,1 punti percentuali». Draghi segnala anche il «miglioramento del clima di fiducia sui mercati finanziari» mentre la riduzione della loro frammentazione «sta iniziando a trasmettersi all'economia reale». Una svolta confermata, nel secondo trimestre, dalla crescita dello 0,3% del Pil dell'Eurozona, dopo sei trimestri consecutivi di calo. Altro tema inevitabile, quello della supervisione unica bancaria sulla quale - spiega - «sono in corso discussioni con il Parlamento Europeo, con progressi considerevoli in un'atmosfera molto, molto buona». «Arriveranno notizie positive nei prossimi giorni» anticipa il presidente della Bce che sull’argomento ha colto l’occasione per una precisazione su affermazioni fatte mercoledì dal membro del Comitato direttivo Jorg Asmussen sul ruolo del supervisore unico bancario. - Le sue parole (in realtà piuttosto esplicite) sono state - secondo Draghi - «male interpretate: l'opinione della Bce è che il supervisore unico fa le valutazioni sulla sostenibilità di una banca in totale indipendenza e le passa ai supervisori nazionali, che le girano quindi ai governi. Sono poi questi che decidono cosa fare» in merito a una eventuale chiusura o rifinanziamento. «E la Bundesbank - sottolinea - condivide questa linea al 100 %». Non è stata peraltro l’unico riferimento alla Germania. Con eleganza, infatti, il presidente della Bce ha risposto a chi addebita i problemi delle Sparkasse tedesche alle scelte dell'Eurotower. «Per circa 3 anni - ricorda - abbiamo avuto flussi di capitale» verso Germania e Olanda «che hanno tenuto i tassi di questi paesi artificialmente bassi». Negli ultimi mesi, ha aggiunto, «i rendimenti dei Bund sono saliti di circa 50 punti base (ieri per la prima volta sopra il 2%) mentre i tassi della Bce sono stati fermi, anzi sono stati addirittura tagliati». Il fatto è che «la riduzione della frammentazione dei mercati finanziari porta a tassi più alti e più realistici» ha osservato Draghi. Ai critici della Bce - in particolare nella Bundesbank - ha poi rimandato al mittente i dubbi sull'Omt il programma di acquisto titoli, annunciato dall'estate 2012 e mai applicato.
Draghi più cauto sulla ripresa Rischi di frenata per la Siria
Pericolo Le tensioni possono far rincarare le materie prime Le stime del Pil dell’Eurozona nel 2014 riviste al ribasso
