L’ha detto chiaro e tondo nella riunione dei senatori del MoVimento 5 Stelle: «Non dobbiamo avere tabù, sono per il dialogo». Non solo. Ha ipotizzato, se ci fossero le condizioni ovviamente, un’alleanza con il Pd: «Bisogna tenersi pronti». In fondo, ha aggiunto, «potremmo avere un fortissimo potere contrattuale». Luis Alberto Orellana, addirittura candidato alla presidenza del Senato dagli altri pentastellati all’inizio della legislatura, potrebbe uscire presto dal MoVimento. Del resto le sue critiche sono piuttosto profonde. Il senatore se l’è presa pure con lo staff perché non ha ancora visto la luce la piattaforma internet che metterà in relazione i rappresentanti del «non partito» in Parlamento con iscritti e simpatizzanti: «Sono anni che viene promessa, sono stanco di aspettare». Ovviamente al blog di Grillo non è sfuggita la presa di posizione di Orellana. In un post firmato da un certo Alessandro B. di Torino si legge: «Ma davvero Orellana vuol fare lo scilipote? Ho votato M5S (e, fino ad ora, sono molto soddisfatto del voto dato ad un movimento di vera opposizione, cosa che mancava da almeno 20 anni), cioè ho dato il mio voto al MoVimento che si è impegnato a non fare alleanze con questi partiti. Non voglio che senatori eletti nel M5S mi facciano rientrare dalla finestra un partito (il PD) a cui ho sbattuto la porta in faccia, con ottime ragioni. Inutile aggiungere che in caso di convergenza col PD il mio voto al M5S sarebbe perso per sempre!». Da parte sua, dopo una giornata di polemiche e accuse, Orellana ha ammesso: «Così mi costringono a pensare di lasciare. Mi dispiace molto». Il senatore ha rivendicato la sua convinzione: «Io voglio che si dialoghi con tutti gli attivisti. Dovrebbero essere tutti consultati, però con la giusta informazione». E sulle alleanze? Nessun passo indietro: «Ripeto ciò che ho detto, il dialogo ed eventuali alleanze con altri partiti non sono da escludere». Uno dei primi a reagire, nel pomeriggio, è stato il capogruppo del M5S a Palazzo Madama, Nicola Morra: «Io chiedo a Luis: ma tu vuoi fare un accordo con questa gente? Questa gente che ha apriorismi semplicemente perché siamo Movimento 5 Stelle. Ma che tipo di accordo puoi mai realizzare con certa gente? Ricordo a Luis che abbiamo sottoscritto degli impegni, anche lui. E prevedono che si possono votare i provvedimenti nel merito, ma non si fanno alleanze». Ma con Orellana la situazione è recuperabile? «Le strade del Movimento sono altre» rispetto a quelle da lui delineate. Insomma, «questi stessi soggetti con cui lui ipotizza un qualunque accordo, sono quelli che hanno detto no ad ogni proposta dei 5 stelle che andava nell’interesse dei cittadini. Si tratta di coerenza». Dunque: «Se Luis chiarirà le sue posizioni, ne saremo lieti. Ma se ha scelto un’altra strada, nessuno lo tratterrà». Tra gli integralisti del M5S non ci sono dubbi: di alleanze neanche a parlarne, se la posizione di Orellana è questa, deve lasciare il Movimento. Ed è possibile che venga aperta la procedura di espulsione, come già accaduto in passato in due casi, quello di Mastrangeli e della Gambaro. Ma molti difendono il collega. «Ad aprile venne detto che se si fosse votato Rodotà come presidente della Repubblica, ci sarebbero state "praterie per il governo". Nell’intervento di ieri, Luis Orellana non ha detto altro che un governo a 5 Stelle, un governo della società civile sarebbe possibile. Un governo di scopo che faccia poche cose e che dia la possibilità al Parlamento di cambiare la legge elettorale» spiega Lorenzo Battista, che aggiunge: «Paragonare Luis Orellana a Scilipoti non si può leggere! Poi chissà perché certi commenti non riportano mai il cognome per esteso». Netto anche il deputato Walter Rizzetto: «Non c’è nulla di più lontano di un Luis Orellana da uno Scilipoti, sappiatelo». Il collega Alessio Tacconi tuona: «Basta strumentalizzazioni e ripassiamo la storia. Scilipoti si è venduto, Luis Orellana non lo farebbe mai». Attacca anche il deputato Ivan Catalano: «Ognuno di noi si sta sforzando nel proprio piccolo, di impegnarsi di essere portavoce, sentendo tutti i cittadini che vogliono portare la propria voce in Parlamento. Quindi scrivere questo post, Beppe, è una cosa inaccettabile. Se l’andazzo è di pubblicare solo commenti di critica io posso pubblicarne 10 al giorno che criticano la nostra posizione decisa ad aprile». Ancora: «Ascoltate bene l’intervento di Luis questa è stata la posizione del Movimento 5 Stelle, ed è la posizione nel pieno rispetto del non statuto. Luis fa riferimento alla posizione di aprile, tra l’altro proposta da Beppe ed approvata dall’assemblea». Tutto lascia supporre che Orellana non sarà l’unico a rischiare di uscire dal MoVimento. Avanti, c’è posto.
Porte aperte nel M5S. Avanti il prossimo
A un passo dall’addio il senatore Orellana: vorrebbe dialogare con il Pd Insulti dalla Rete: è «un nuovo Scilipoti». Ma il gruppo si divide
