Politica

Letta: "Per la prima volta non siamo sorvegliati speciali"

Il premier presenta ai leader un piano italiano per attrarre investimenti e parla dal G20 di San Pietroburgo, augurando una "soluzione politica" per la Siria, ma non accenna alle tensioni sul governo

Nel corso della prima sessione di lavoro al  G20 di San Pietroburgo, il premier Enrico Letta, «è intervenuto facendo una rapida ricognizione degli sforzi compiuti dall'Italia negli ultimi anni, dei risultati raggiunti e delle riforme messe in campo, cogliendo l'occasione, tra l'altro, per presentare più nel dettaglio ai leader della comunità internazionale contenuti e tempistica di 'Destinazione Italià, il piano del governo italiano per l'attrazione degli investimenti». Lo scrive Palazzo Chigi in una notaNessuna intenzione di entrare nel dibattito attorno alla "salute" del governo. Enrico Letta parla dal G20 di San Pietroburgo. Lo fa dopo un incontro bilaterale con il presidente russo Vladimir Putin. E appena i giornalisti cercano di trascinarlo nell'agone politico italiano, sfugge: "Ci sono talmente tanti obiettivi da raggiungere al G20 che farei un danno all'Italia se mi deconcentrassi. Credo che sia importante che mi concrentri su questi obbiettivi. Voglio che in questo G20 l'Italia colga tutti gli effetti positivi per essere uscito dall'alveo dei sorvegliati speciali". Niente da aggiungere. Guai, però, a pensare che a Letta non interessino le fibrillazioni interne alla maggioranza. Semplicemente sa che l'unico modo per superarle è ottenere dei risultati concreti da "sbattere in faccia" a chi vorrebbe aprire la crisi. Per questo ribadisce: "Questo è il primo G20 senza che l'Italia sia il grande sorvegliato speciale. Per me è un motivo di grande soddisfazione. È un punto essenziale, tutti in Italia devono essere consapevoli e convinti che l'Italia non è in difficoltà. Questo è un motivo di grande orgoglio. Ci sono degli effetti benefici per essere un Paese che non è più il sorvegliato speciale. Si tratta di un passo avanti importante". Il premier si concentra quindi sugli argomenti affrontari nel corso dell'incontro con Putin. "Con il presidente russo - spiega - ho avuto un incontro molto significativo. Ho spinto fortemente Putin a guidare un G20 in cui gli obiettivi diventino obiettivi con risultati pieni e non parziali. Siamo davanti alla possibilità di un G20 che passi alla storia per la fine della crisi e in cui non si parli più di salvataggi ma di crescita e sviluppo e lavoro". Secondo argomento centrale: la Siria. Letta sa che il momento è decisivo: "È l'ultima occasione per trovare soluzioni politiche. Tutti dobbiamo prendere sul serio la lettera che il Papa ha inviato. Dice cose importanti, la preoccupazione nostra è al massimo".  "Mi è parso - prosegue -, ma vediamo nelle prossime ore, che ci sia una volontà della presidenza russa di non lasciare il tema Siria perso e marginale rispetto alla discussione del G20. La crisi siriana non è nell'agenda ma mi è parso di capire che c'è il tentativo di tenerlo dentro. Io incoraggio questo tentativo. Non sono in grado di fare previsioni ma ci sono buone probabilità che questa discussione avvenga e noi vogliamo che questa discussione avvenga. La posizione dell'Italia rifugge gli unilateralismi e ricerca il multilateralismo. Trovo che l'atteggiamente di Obama sia stato positivo e intelligente nel ricercare forme di discussione e di riflessione comune. È una vicenda e complicata e complessa. La cosa peggiore  sarebbe che l'Europa arrivasse con ognuno che dice una cosa diversa e sto lavorando a far sì che l'Europa riesca ad esprimere una voce la più unitaria possibile. E noi su quella voce ci attesteremo perché è la strada da percorrere. Una strada in fieri, in divenire". E a chi gli parla di "freddezza" con gli Usa risponde: "Non mi risulta nessuna freddezza. L'alleanza con gli Usa è strategica, è un'alleanza che rimane e rimarrà, ma abbiamo approcci diversi rispetto a questa vicenda». Ultimo capitolo i rapporti commerciali con la Russia. "Abbiamo confermato - sottolinea - l'impegno italiano su South Stream e una serie di potenziale sviluppi nella cooperazione energetica (all'incontro con Putin era presente anche l'ad di Eni, Paolo Scaroni ndr)".  Il 26 novembre a Trieste è comunque previsto un vertice Russia-Italia "per firmare intese molto concrete in campo dell'industria, energia, cultura ricerca e sviluppo, infrastrutture, sarà un vertice carico di intese positive".

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