Politica

La destra in «feste». Per riunirsi

Appuntamenti Oggi a Mirabello la manifestazione che fu del Msi, di An e poi di Fli. Fini non ci sarà, i suoi «reduci» sì. Ad Atreju ospite Flavio Tosi

La destra fa festa. O meglio, fa le feste. Sono ben due quelle che inizieranno tra pochi giorni, entrambi «storiche» anche se una indossa ormai i vestiti un po’ logori della nobile decaduta. È quella di Mirabello, in provincia di Ferrara, storico appuntamento da 32 anni prima del Msi poi di An, infine di Futuro e Libertà prima che il partito di Gianfranco Fini scomparisse dalla carta geografica del Parlamento, cancellato dalla mancanza di sostegno degli elettori. Neppure quest’anno, però, i reduci di Fli hanno voluto cancellare la manifestazione, che si aprirà oggi per finire domenica. Viva e vegeta, invece, Atreju, il tradizionale appuntamento di Roma dei giovani del Pdl ma che da quest’anno è diventata la festa di Fratelli d’Italia, la nuova formazione politica guidata da Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Due appuntamenti che sono stati preceduti da un’altra manifestazione «di destra»: dal 22 al 25 agosto a Manfredonia, in Puglia, c’è stata la «Festa tricolore» «tradizionale appuntamento – recitava la locandina – della destra pugliese». I nomi che ricorrono nei tre appuntamenti sono più o meno sempre gli stessi, una galassia di ex parlamentari, sindaci, presidenti di Regione – da Francesco Storace a Gianni Alemanno, da Mario Landolfi a Adolfo Urso fino all’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa – che cercano di riunificare un mondo che si è frantumato in mille movimenti. A Mirabello ci saranno tutti i vecchi colonnelli di Gianfranco Fini ma lui, il fondatore di Futuro e Libertà, non ci sarà. Sta scrivendo il libro sugli ultimi venti anni della storia politica italiana, hanno fatto sapere gli organizzatori, e non si sa se passerà neppure per un saluto. Per il momento, però, non figura in alcun appuntamento. Lo spirito con cui l'organizzatore storico della festa, Vittorio Lodi, ha dato vita anche all'edizione 2013 («Senza simboli») è di ricostruzione: nello specifico, per rifondare il partito di riferimento della destra italiana, una sorta di nuova Alleanza nazionale. E di questo si parlerà sabato, in un dibattito dal titolo «Alleanza nazionale: storia di ieri o di domani?». A confrontarsi ci saranno, oltre a Roberto Menia, anche Ignazio La Russa, Mario Landolfi, Adolfo Urso, Pasquale Viespoli, Adriana Poli Bortone e Domenico Nania, insieme a Francesco Storace. «È il tentativo di riunificare la destra – ha spiegato ancora Lodi – perché tutti abbiamo commesso degli errori. Ma solo tutti insieme possiamo farcela, da soli non si riesce». Il leghista Flavio Tosi è stato invece invitato a un confronto con Gianni Alemanno. Ed è proprio il sindaco di Verona quello a cui la galassia della «destra» sta guardando con più attenzione. Tanto che quasi sicuramente sarà invitato anche ad Atreju, anche se il programma definitivo della manifestazione è ancora in elaborazione. «È la parte più interessante della Lega – spiega Marco Marsilio, esponente di Fratelli d’Italia – quella alla quale guardiamo con maggiore attenzione». Una possibile alleanza con Fdi? «Magari, un ticket Meloni-Tosi sarebbe fantastico».

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