Sarà pure la Carta più bella del mondo, ma c’è chi la tradisce e non se ne preoccupa. Ha ragione l’ex presidente del Senato Schifani quando sottolinea l’incapacità di svolgere la funzione giurisdizionale assegnata dalla Costituzione ai membri della Giunta che dovranno votare la decadenza di Berlusconi da senatore. Per questo Schifani ha chiesto al presidente del Senato Grasso di valutare la sostituzione di alcuni componenti della Giunta che hanno violato gli elementari principi di riservatezza anticipando sui giornali come voteranno malgrado la loro funzione obblighi al silenzio. Del resto si tratta di un voto segreto, di coscienza e non certo di «partito» come dimostrano gli ordini di scuderia lanciati da giorni. Al rifiuto netto di Grasso è arrivato l’ultimatum di Schifani: «Se il voto dovesse essere politico e quindi rispecchiare le distinzioni delle forze in campo la convivenza sarebbe impossibile. La legge Severino non è retroattiva. Chiederemo un voto di merito sulla non decadenza o in subordinata una devoluzione alla Corte costituzionale o alla Corte Europea». Il Pd, partito disunito su tutto, basta dare uno sguardo a Genova per rendersi conto di quello che sta succedendo o, peggio, di quello che succederà, non è stato mai così granitico (escluso Violante) sull’applicazione della legge Severino per mettere fuori dal Senato Berlusconi. Malgrado lo stesso ministro della Giustizia Cancellieri, abbia detto, proprio dalla festa del Pd, che la legge Severino merita una giusta riflessione dopo i rilievi fatti da troppi giuristi. E non c’è convivenza nel governo che tenga. Neanche per grazia ricevuta.
La Costituzione dimenticata
di Sarina BiraghiSarà pure la Carta più bella del mondo, ma c’è chi la tradisce e non se ne preoccupa. Ha ragione l’ex presidente del Senato Schifani quando sottolinea l’incapacità di svolgere la...