Politica

«Il Pd vota la decadenza? Condanna a morte il governo»

L’intervista Giancarlo Galan sfida Renzi: «Lo voglio avversario, un socialdemocratico contro un liberale vero come Silvio»

«Eccomi qua, c'hai una voce cavernosa, metallica, ma chissà con che sistemi mi parli...». L'intervista con Giancarlo Galan, anima liberale e veneta del fu (non ancora) Popolo della libertà e sarà Forza Italia, comincia da una diffidenza. Nell'era delle intercettazioni, un timore quasi comprensibile. Ma poi, alla prima domanda su Silvio Berlusconi e il futuro del centrodestra, è la politica a prendere il sopravvento. «Da casa sua, dai servizi sociali, come libero cittadino, da senatore - spero - della Repubblica italiana, Silvio Berlusconi deve fare una sola cosa: comandare. Come ha sempre fatto, anzi come faceva nei tempi migliori di Forza Italia». Se la giunta votasse per la sua decadenza, cosa dovrebbe fare Berlusconi e cosa farà il Pdl? «Se votassero la decadenza a me sembra che loro stessi condannerebbero il Governo Letta alla morte». Quindi elezioni anticipate con o senza riforma elettorale del Porcellum? «Prima o poi si dovranno fare queste benedette elezioni. Se invece pensano di governare con una maggioranza raccogliticcia, andando a pescare o da una parte o dall'altra, beh abbiamo già visto cosa succede in questi casi. Nulla di buono». Flavio Tosi, sindaco di Verona, della Lega, si è candidato alle primarie per la leadership nel centrodestra. Cosa mi dice di Tosi? «Ma dai, parliamo di cose serie. Lui è libero di fare quello che vuole ma io mi sono davvero rotto le pal... di queste primarie, che sono una forma di esibizionismo. O per Alfano, che le voleva fare per mostrare i muscoli allora, o adesso per cercare di mettersi in luce quando magari non si ha un partito. Parliamo di cose serie, perché poi le primarie in tutto il mondo, in tutto il pianeta, le fanno in un solo Paese. E sono i tanto vituperati - da me amati - Stati Uniti d'America. E da quelle parti sono regolate per legge. In Italia poi le primarie fa il centrosinistra, a modo suo». Cosa pensa di Matteo Renzi? Secondo molta stampa sarebbe perfetto per raccogliere i voti anche degli elettori del centrodestra. Ma lei, che è un elettore del centrodestra, lo voterebbe Renzi? «Neanche per idea. Io Renzi lo voglio invece come avversario: lui è un socialdemocratico, e mi lasci dire finalmente, a guida del centrosinistra. Dall'altra un liberale vero, come Berlusconi, leader del centrodestra. Uno vince ed uno perde. Questa è la bellezza della democrazia». Forza Italia. Di fatto è tornata ma ancora non si vede molto nella battaglia politica. Le prossime mosse? «Io l'ho chiesto per primo questo ritorno, e sono stato insultato, vilipeso. Meno male che riabbiamo Forza Italia». Sarà, ma atti politici di questa nuova Forza Italia non se ne vedono. «Ma che dice... Nella firma dei 12 referendum c'è il Silvio Berlusconi migliore, che compie una svolta veramente liberale, come nello spirito della prima Forza Italia, delle origini». Ma il Popolo della libertà con la sua organizzazione non pare seguire molto la scelta del Cavaliere: non sarà che al partito questi 12 quesiti radicali non piacciono? «Quale partito? Il partito è Berlusconi, quindi la domanda non si pone. Quando faranno "Italia popolare", se la faranno, si porrà il problema...». Si parla di un ritorno in televisione del Cavaliere, per parlare agli italiani. Ne sa qualcosa? «No, non ne so nulla. Ma se ci sarà, sarà un ritorno in tv del Berlusconi migliore, mi auguro. Con una strategia mediatica precisa. Mi ricordo quando, trenta e passa anni fa, in forma maniacale passava ore ore per controllare pure il numero zero della trasmissione meno importante del palinsesto». La grazia per Berlusconi? Dia un consiglio al Capo dello Stato Giorgio Napolitano su quella che secondo lei sarebbe una soluzione possibile in questa difficile fase politica... «Su Napolitano mi avvalgo della facoltà di non rispondere. Perché io ho studiato giurisprudenza, trenta-quaranta anni fa, è la mia laurea, c'era ancora il vecchio diritto di famiglia pensa te! Per cui io so che dovunque, e soprattutto in Italia, se si vuole una soluzione la si trova. Non chiedermi quale perché sarebbe un po' ridicolo che mi buttassi, ma insomma...». Un'ultima cosa: la discesa in campo di Marina Berlusconi pare ormai tramontata? «Ahh, Lascia stare, mai dire mai in politica. Io son un suo fan e sostenitore». Ma Renato Brunetta è contrario, secondo lei rosica? «Cosa vuoi, io non lo so come andrà a finire, vedremo. Ripeto, io sono sempre stato favorevole: è quella che assomiglia di più al suo papà».

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