I tagli alla spesa pubblica e i sacrifici chiesti agli italiani sono stati una medicina amara ma necessaria. L’effetto è stato la recessione ma così facendo si sono evitati scenari peggiori. È questo il senso delle parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che è intervenuto al Seminario «Il federalismo in Europa e nel mondo» tenutosi a Ventotene, dove sessant’anni fa Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi diedero vita al Manifesto per l’Europa unita. «La recessione ha reso difficile l’azione di bilancio, che ha inevitabilmente avuto riflessi negativi sull’attività economica nel breve periodo - ha affermato Visco - Tuttavia, la prudenza nella gestione dei conti pubblici ha contribuito a evitare scenari peggiori e a contenere prima, e a ridurre poi, i differenziali di interesse tra i titoli sovrani dell’area, a scongiurare nuove crisi di liquidità». La recessione, però, ha reso meno visibili i risultati finanziari della politica di bilancio. «Nonostante l’aumento dell’avanzo al netto degli interessi il rapporto tra il debito pubblico e il pil è cresciuto di oltre 6 punti percentuali, al 127%, riflettendo soprattutto la brusca decelerazione del prodotto - rivendica il numero uno di Bankitalia - Vi ha contribuito per quasi 2 punti il sostegno finanziario che l’Italia ha fornito agli altri paesi dell’Unione». Maper l’Italia il rispetto della cosiddetta regola del debito «non impone un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio, ma presuppone il ritorno su un sentiero stabile di crescita», ha chiarito Visco. Il nodo resta quello delle riforme strutturali che, anche se «contribuiscono a ricostruire il potenziale di crescita di un’economia, possono avere costi di breve periodo, in particolare in termini di occupazione». Sul piano europeo Visco ha riconosciuto che sono stati fatti passi importanti sulla strada dell’integrazione «ma oltre l’unione bancaria ci deve essere la prospettiva di un’unione di bilancio e infine politica». «È essenziale la comune determinazione a procedere verso una piena Unione europea - ha concluso - La Bce e le banche centrali nazionali hanno dimostrato di essere pronte ad accompagnare questo cammino. Ma la fiducia non resiste a lungo all’assenza di progressi concreti».
Visco: tagli recessivi ma evitato il peggio
Bankitalia Il governatore a Ventotene «Scongiurate nuove crisi di liquidità»