«Quello che noi ministri, come tutti gli altri dirigenti del Pdl, non potremmo assolutamente accettare è la negazione del diritto di essere ascoltati nel 'processò davanti alla giunta. Rivendichiamo per Berlusconi e per il relatore il diritto di vedere valutate nel merito le loro ragioni, senza pregiudizi». Il ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, alla vigilia di una settimana cruciale, interviene sulal questione dela decadenza di Berlusconi. Secondo la colomba del Pdl, «se si rimette al centro lo Stato di diritto», l'esecutivo non è ancora perduto: «è ancora possibile salvare qualcosa di quella volontà di pacificazione su cui è nato il governo di larghe intese». Ma, puntualizza il ministro Quagliariello, «spero che il Pd si disponga all'ascolto delle notazioni critiche che vengono da tanti uomini di legge certo non di area nostra. Anche personalità della sinistra come Violante, Chiti e Tonini chiedono di uscire da una logica tribale per cui, di fronte a un risultato politico che sembra a un passo, si possono mettere da parte i problemi delle garanzie». Un messaggio il ministro lo lancia anche al Pdl: la responsabilità in queste circostanze è un dovere al quale nessuno si può sottrarre.
Quagliariello: il Pd esca dalla logica tribale
Il ministro per le Riforme: il governo deve andare avanti. Il Pdl si scordi il voto anticipato
