Politica

I Bersani boys ci riprovano: governo con i grillini

Scouting Pier Luigi rilancia l’ipotesi in caso di caduta di Letta Sonia Alfano (Idv): «15 senatori pronti ad allearsi con il Pd»

Che l’ipotesi sia più di un caso di scuola lo conferma il post che alle ore 9.13 compare sul blog di Beppe Grillo. Firma del professor Paolo Becchi, titolo: «Quattro voti per Letta». Il riferimento, ovviamente, è alla nomina da parte di Giorgio Napolitano di 4 senatori a vita. Mossa che, secondo Becchi, «prepara un Letta-bis». Seguono commenti più o meno indignati che prendono di mira il Capo dello Stato e pure il professore reo, con i suoi attacchi, di offendere quattro «illustri» personalità. Ma c’è anche qualcuno che, come Marco Rossi (nome vero o anonimo provocatore?) scrive: «Ottima mossa di Napolitano, così forse finalmente si potrà fare a meno del Pdl». Così viene da pensare che quello di Becchi sia in realtà un post di «disturbo». Per focalizzare l’attenzione su Claudio Abbado, Carlo Rubbia, Elena Cattaneo e Renzo Piano. E distoglierla da quelli che, al contrario, potrebbero veramente diventare la «stampella» di un Letta bis senza Silvio Berlusconi e i suoi. Cioè una bella pattuglia di senatori del MoVimento 5 Stelle. Un sogno che Pier Luigi Bersani cullò a lungo e che oggi torna a stuzzicare qualche democratico. Alessandra Moretti che, dopo la provata e fedele militanza bersaniana ha «tradito» l’ex segretario, riscopre per un giorno l’antico amore. E spiega all’ Agi : «Se Berlusconi e i suoi facessero prevalere le ragioni individuali, e non quelle collettive, e facessero cadere il governo, non escludo il tentativo da parte di Letta di verifica una nuova maggioranza». Che tipo di maggioranza? Ovviamente Pd e «alcuni senatori del Pdl e del MoVimento 5 Stelle che lascerebbero il loro MoVimento». «Potrebbe esserci un’intesa su un programma circoscritto - prosegue - basato su tre punti essenziali: legge elettorale, legge di stabilità e misure di rilancio dell’economia e del lavoro». La deputata nega di aver avuto contatti ma, sottolinea, «dal lavoro in commissione Giustizia alla Camera, posso rivelare che da parte di alcuni deputati grillini c’è un disagio e che all’interno di M5S c’è un dibattito molto serio tra chi vorrebbe un avvicinamento al Pd e chi no. Alcuni di loro soffrono molto l’atteggiamento di Grillo e Casaleggio...». E in serata al coro si unisce lo stesso Bersani. «Nel caso che Berlusconi ed il Pdl staccassero la spina - dice ospite della Festa Democratica di Bologna - io credo che sia abbastanza ovvio ricercare un altro punto di equilibrio. Leggo che qualcuno scrive di 30 grillini pronti ad appoggiare l’esecutivo. Alla buon’ora! Bisogna che tutti i parlamentari si mettano di fronte alla situazione che abbiamo. Non si possono mettere interi movimenti in frigorifero perché non ci sono frigoriferi abbastanza grandi per tenere il 25% degli elettori». L’impressione è che l’ex segretario punti ad una riabilitazione postuma. E una mano sembra dargliela l’eurodeputata indipendente dell’Idv Sonia Alfano, che nel 2009 venne appoggiata da Grillo durante la campagna elettorale delle Europee e che si spinge fino quantificare il malessere grillino. «Il numero dei cosiddetti dissidenti sta crescendo - spiega ospite di KlausCondicio , il programma condotto da Klaus Davi e in onda su You Tube -. Oscilla in base agli umori della politica. Comunque possiamo già parlare di un numero "utile". Un numero utile per la fiducia c’è, c’era già prima. Siamo a ben oltre 10, direi 15». «Più che per un governo Letta bis - aggiunge - parlerei di senatori disposti a discutere alcuni punti imprescindibili sulla base dei quali costruire un’intesa col Pd. Un gruppo autonomo al Senato potrebbe già contare su 20 componenti. I dissenzienti sono molti, ma sono in difficoltà perché dal Pd non arrivano i segnali che si aspetterebbero. Ma, sia chiaro, non vorrebbero uscire». Insomma, Grillo può ancora correre ai ripari. Dopotutto, insiste Alfano, «c’è terrore a criticare Grillo e Casaleggio perché, se lo fai, vieni coperto da insulti. Per questo sono ancora pochi senatori e deputati che nel MoVimento escono allo scoperto. Io stessa quando abbozzo qualche critica politica ricevo pesanti minacce di morte. Grillo? Non mi ha mai attaccata in maniera diretta». Magari questa è la volta buona che anche Beppe, nel suo piccolo, s’incazza.

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