Cosa vi siete detti ieri lei è Berlusconi? «Non ho fatto che ripetere, in situazione di dialogo a Silvio – e io lo chiamo Silvio così Marco Travaglio, così tutti quanti "Ah, vedi lo chiama Silvio, è un servo eccetera..". Scusami Silvio - gli ho detto - bisogna riflettere. Tu hai delle responsabilità, lo sai, hai commesso molti errori. Grazie a te non sono leggi tutte le proposte sulla giustizia perché ai referendum invitasti ad andare al mare anziché a votare. Allora, non è che ora si va a votare? Vogliamo consentire al popolo italiano, ai nostri amici ed ai nostri nemici, a tutto quanti, su questi 12 punti dei nostri referendum, che nessuno nega siano significativi, magari negativamente significativi per qualcuno, di votare? Di scegliere. Dobbiamo dare questo segnale. Io voglio che il popolo italiano possa votare. Su tutti e dodici». E poi? «Gli ho detto: Silvio lo so benissimo come la pensi, anche sull'amnistia. Da tempo. Eri d'accordo su indulto e amnistia quando era ministro della Giustizia Clemente Mastella. Bisogna fare questo non per motivi di clemenza ma di riforma di una situazione strutturale. Allora lui contro quelli di An (mi pare) si pronunciò a favore dell'indulto e poi non ci fu più modo di votare sull'amnistia. Bisogna seguire il senso comune, non normale. La gente comune. E lui – "Ma perché me lo dici?" – Ma perché abbiamo in comune quello che c'abbiamo dentro. Tale e quale. Quel che c'è di mistero è che lui è capace di ascoltare, se lo aiuti. Io l'ho aiutato e lui stamattina (ndr, ieri) ha preso, è venuto, ci siam visti pure mezz'ora prima. Poi gli ho detto: guarda, io ti conosco». In che senso, scusi? "C'hai paura di quell'amico, di quell'altro, che faranno un casino se ti muovi secondo coscienza comune. Lui dice "ma no". Ma come no. C'hai quelli come si chiamano, i fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta, come si chiamano.. e a' pitonessa.. Ma devo dire quasi tutta la stampa perché stamattina (ndr, ieri mattina) quale era la novità?». Quale era? «Mentre nei giorni precedenti sul piano del Governo era stato duro, andatevi a rileggere quello che ha detto oggi (ndr, ieri). Gli ho detto guarda che non esiste oggi far cadere il Governo, per qualsiasi motivo. E lui: voglio condividere con i Radicali il fatto di votare questo pacchetto, di 12 referendum, tutto intero. Considerate che in Italia in passato pur di non fare il referendum hanno sciolto in modo anticipato 5 legislature. Vedrai che pure stavolta vorranno le elezioni...». Chi le vorrà, faccia dei nomi? «C'è Grillo che vuole le elezioni perché vuole cacciare via i suoi eletti, li vuole scegliere meglio, li vorrebbe servi. Ma a questi, se poi sono eletti, gli bastano 20 giorni per riflettere. Allora che fa? Gli farà fare delle cambiali mensili?». Cosa pensa di Giorgio Napolitano e dei quattro senatori a vita appena nominati? «Le dirò che finalmente, sarà grazie a Papa Francesco, finalmente Re Giorgio, Presidente della Repubblica ha compiuto un atto ineccepibile sul piano istituzionale. Perché? Perché lui deve scegliere da un elenco. E più o meno nell'elenco che detta la Costituzione tutti e quattro i nominati ci rientrano. E poi lo ha fatto con un'attenzione, diciamo non si è preoccupato - lui è bravo in queste cose - "ma questi mi accuseranno che ne ho fatti quattro di sinistra". Figurati. Torno a dire: è stata una cosa ineccepibile finalmente, perché io com'è noto sostengo che tutte le cose che fa e che non fa hanno una caratteristica: costituiscono un attentato alla Costituzione. Perciò dico, finalmente. Non è come quando va all'uscita delle carceri e dice: io firmerei venti volte l'amnistia dopodiché non ha mai rivolto una lettera alle Camere o al Parlamento per dire, "Uè quagliò, qua noi siamo da trent'anni in flagranza di reati, di cose che fanno orrore e vergogna". Ma lui alle Camere non si rivolge mai. Ti do un piccolo scoop». Me lo dia, me lo dia. «Lui ha firmato il minimo storico di decreti. Uno dice, ammazza che bravo. Ma che ti viene fuori a questo punto? Ha fatto fare tutti decreti omnibus, tutti. Distruggendo il Parlamento». Dica la verità, è dispiaciuto per non essere uno dei senatori a vita nominati da Napolitano? «Io sono cinque presidenti della Repubblica che chiedo sia nominato senatore a vita il Gran Rabbino Toaff. Cogliamo l'occasione per fare un atto che tarda da più di mezzo secolo, di riconoscenza oltreché di riconoscimento. Ma questo evidentemente non rientrava nei suoi calcoli».
«Così ho convinto Silvio a non attaccare Letta»
Massimiliano Lenzi Dove c'è la storia lì ci sono i Radicali e Marco Pannella. Ieri il divorzio, l'aborto, la battaglia per Enzo Tortora, i referendum per una giustizia giusta, la lotta contro gli...