Una vocale divide gli inconsolabili per l'abolizione dell'Imu da quelli che, pur da sinistra, vorrebbero togliersi l'etichetta che "le tasse sono bellissime" dello scomparso Tommaso Padoa Schioppa. E così se Stefano Fassina, viceministro ed esponente dell'ala anti-Cav (ma anche antico assertore di tutte le imposte patrimoniali) minaccia che sarà ormai "irrimediabile" aumentare l'Iva, "perché si è voluto far vincere il Pdl", ecco Piero Fassino, ex segretario Ds, sindaco di Torino e presidente dell'Anci, l'associazione dei primi cittadini, non lancia anatemi, anzi: "Il governo ci ha garantito che provvederà alla copertura, quanto a noi dal 2014 faremo il nostro dovere nella nuova tassa sui servizi di tipo federalista". Fassina-Fassino: che anche l'abolizione dell'Imu stia entrando nella guerra pre-congressuale del Pd, dopo l'imbarazzante precedente dell'elezione del capo dello Stato? Altri due sindaci si schierano su fronti opposti: quello di Roma, Ignazio Marino, pur non considerato una colomba, è d'accordo con la cancellazione ("Ho sempre detto che era una tassa ingiusta"), anche se chiede anche lui che lo Stato metta mano al portafoglio per la sua parte. Mentre Matteo Renzi, tuttora sindaco di Firenze ma candidato a tutto, minaccia sconquassi - "È un'operazione Robin Hood alla rovescia, potrei non votare il decreto" dice il renziano Yoram Gutgeld - avendo l'obiettivo strategico di far fuori Enrico Letta e tattico di guadagnare consensi a sinistra. Eh sì, perché se c'è chi vive la cancellazione dell'Imu come un lutto sono non solo gli antiberlusconiani stile Travaglio o Repubblica, che non dimentichi che nel 2008 il Cavaliere vinse anche con l'abolizione dell'Ici denunciano il "regalo a Berlusconi". Il fronte è in realtà più ampio, e comprende i renziani, l'ex segretario Pierluigi Bersani, e appunto Fassina. Che cos'hanno in comune tutti questi? Magari il vero obiettivo è l'asse con la Cgil, indispensabile per vincere il congresso e quindi l'investitura alla premiership. Susanna Camusso è stata la prima, la più implacabile e coerente sostenitrice dell'imposta sulla prima casa, così come delle altri patrimoniali proposte negli ultimi tempi. Nella sua visione cancellare l'Imu sottrae risorse alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, quasi che i lavoratori non siano anche proprietari di prime case e quelli che lavorano soltanto dei dipendenti. In più c'è un'attrazione atavica, un riflesso pavloviano, verso tutti i prelievi sui patrimoni, automaticamente identificati con la ricchezza milionaria e la rendita magari "parassitaria". Questo filone di pensiero - al quale non è immune neppure una certa destra - si salda per via naturale con tutti quelli che negli enti locali sostengono che ogni spicciolo (del contribuente) negato dallo Stato a comuni, province e regioni, produca immediate chiusure di asili nido, spegnimento dei lampioni, voragini nei marciapiedi, tagli dei "servizi agli anziani". Come se, con Ici e Imu imperanti, tutte queste cose avessero funzionato in maniera meravigliosa. In realtà è ora che sindaci, assessori, presidenti di regione si abituino ad amministrare queste tasse in base ad un rapporto trasparente e verificabile dai cittadini tra quanto si chiede e quanto si dà. Chiamatelo federalismo o autonomia, noi preferiamo definirlo responsabilità: la controprova è alle elezioni. Senza dimenticare due o tre cose. La prima: la tassa sui rifiuti che entrerà nella service tax esiste già, da dieci anni. La seconda: se i sindaci vogliono equità non hanno che accelerare la revisione del catasto, come in parte fece in extremis Gianni Alemanno, per impedire che un attico in centro paghi con le tabelle dei lavatoi. Esempio: delle 70 mila prime case di lusso che l'Imu continuano a pagarla, e cioè appartamenti signorili, ville e castelli, ne troviamo una (una) a Potenza, 24 a Matera, 1.766 a Como e 1.172 a Bologna. Varcato l'Appennino, Firenze ne ha cinque volte e mezzo tante: 6.609. Roma milletrecento meno di Napoli, che batte anche Milano. Vi pare serio? Infine l'abolizione cancella anche l'Imu finora applicata agli immobili delle imprese edili rimasti invenduti. Una tassa sulla produzione, che ha aggravato la crisi dell'edilizia, mentre all'estero scattano gli sgravi fiscali. Qui la Cgil non ha nulla da dire?
Il Pd in lutto per una tassa
di Marlowe - Una vocale divide gli inconsolabili per l'abolizione dell'Imu da quelli che, pur da sinistra, vorrebbero togliersi l'etichetta che "le tasse sono bellissime" dello scomparso Tommaso...