Non c’è solo l’Imu, o meglio la nuova Service Tax che dovrebbe entrare in vigore dal 2014, a scaldare il clima politico. Tiene banco anche il tema dell’aumento dell’Iva che scatterà il prossimo primo ottobre se il governo non interverrà. E per farlo è necessario trovare almeno un miliardo che al momento però mancano all’appello. Dopo le polemiche scoppiate in seguito alle parole del viceministro dell’Economia Stefano Fassina, secondo il quale l'aumento dal 21 al 22% è ormai inderogabile perchè tutte le risorse sono state impiegate per congelare la prima rata Imu, arrivano gli studi che indicano chi soffrirà maggiormente questo rincaro dell'imposta sui consumi. L’Ufficio studi della Cgia di Mestre ha calcolato che «in termini assoluti saranno i redditi elevati a subire l'aggravio di imposta più pesante. Infatti, ad una maggiore disponibilità economica si accompagna una più elevata capacità di spesa. La situazione, però, si trasforma completamente se si confronta, l'incidenza percentuale dell'aumento dell'Iva sullo stipendio netto annuo di un capo famiglia. Ebbene, l'eventuale aumento dell'imposta peserà maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. A parità di reddito, inoltre, i nuclei famigliari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori». Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi mette in evidenza che «nel 2012 la propensione al risparmio è scesa ai minimi storici. Se dal primo ottobre l'aliquota ordinaria del 21% salirà di un punto, subiremo un ulteriore contrazione dei consumi che peggiorerà ulteriormente il quadro economico generale. È vero che l'incremento dell'Iva costa 4,2 miliardi di euro all'anno, ma questi soldi vanno assolutamente trovati per non fiaccare la disponibilità economica delle famiglie e per non penalizzare ulteriormente la domanda interna». In allarme anche la Confcommercio che rileva come l’incremento dell’Iva potrebbe vanificare gli sforzi per tenere sotto controllo l’inflazione. Già ci sono elementi di incertezza dovuti alla situazione in Medio Oriente che sta incidendo sui prezzi dei carburanti. «In questo contesto vanno, quindi, evitati interventi come l'aumento dell'Iva che, riguardando una parte consistente dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie, porterebbero ad un'inversione di tendenza dell'inflazione». Queste preoccupazioni trovano scarse rassicurazioni da parte del governo. Il ministro Delrio ha ribadito che c’è «l’impegno a bloccare l'aumento dell'Iva ma le risorse sono limitate e la coperta non è infinita. Io spero ci si possa riuscire, tutto dipende dall'andamento delle entrate».
Cgia contro l’aumento dell’Iva: penalizza i meno abbienti
Non c’è solo l’Imu, o meglio la nuova Service Tax che dovrebbe entrare in vigore dal 2014, a scaldare il clima politico. Tiene banco anche il tema dell’aumento dell’Iva che scatterà il prossimo primo...
