Politica

Ora scoppia la guerra dell’Iva

Alfano: evitare l’aumento è nostro obiettivo. Possiamo farcela

Raggiunto l’accordo sull’Imu, ora esplode il caso del blocco dell’aumento dell’Iva. Il primo ottobre l’aliquota dovrebbe passare dal 21 al 22%. Il governo si era impegnato a congelare lo scatto contestualmente alla decisione sull’imposta per la prima casa, ma in Consiglio dei ministri il governo si è accorto che i conti non tornavano e ha quindi rinviato la decisione. Dopo la pace «armata» raggiunta sull’Imu, Pd e Pdl tornano in trincea. È il viceministro dell'Economia Stefano Fassina, in quota Dem, a suonare la carica. Il teorema è questo: l'intervento sull'Imu per il 2013 «in particolare la cancellazione per tutti della prima rata saltata a giugno scorso» rende «irrimediabile» l'aumento di un punto dell'Iva per il primo ottobre, perchè sono state «sottratte preziose risorse». Il rappresentante del Tesoro traccia una linea sulla lavagna, individuando «cose giuste» e «cose sbagliate» tra quelle decise dal Consiglio dei ministri. «Le parti sbagliate - sottolinea - riguardano l'intervento sull'Imu per il 2013, in particolare la cancellazione per tutti della prima rata saltata a giugno scorso». In serata arriva la linea del Pd con il segretario Epifani: l'Iva, la cassa integrazione, gli esodati, devono stare nella seconda parte. Fassina trova una sponda nel ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, che dice di condividere le sue preoccupazioni. È vero che la prossima «missione del governo» è di evitare l’aumento dell’Iva e di cercare «soluzioni per ridare fiato all’economia» ma, amette, che «aver dedicato molte risorse all'Imu creerà qualche problema in più». Ma il Pdl non ci sta a passare per irresponsabile. Il presidente dei deputati Pdl, Renato Brunetta prende di petto Fassina che «per amor di polemica e di ideologia, straparla» e ha «un modo di fare inaccettabile che produce incertezza e confusione». Poi ribadisce che «secondo gli accordi di maggioranza, non ci sarà alcun aumento dell'Iva da ottobre». Poi chiama in causa il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni al quale chiede di intervenire per smentire queste ipotesi. Dal Governo una rassicurazione arriva dal vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano. Dopo la «missione compiuta» dell'abolizione dell'Imu «un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre - spiega - è quello di evitare l'aumento dell'Iva di un punto percentuale». Perchè ciò sia possibile, il Governo deve trovare risorse per circa un miliardo, ma, scommette Alfano, «siamo fiduciosi di farcela». Intanto le categorie imprenditoriali rafforzano il pressing sul governo. Confcommercio mette in luce che i «timidi e flebili segnali di ripresa che ancora non hanno prodotto effetti sui consumi vanno incoraggiati con politiche di sostegno alla domanda interna che per consumi ed investimenti, rappresenta l'80% del Pil». È evidente, dunque, che, «bisogna trovare le risorse per archiviare definitivamente l'aumento dell'Iva che sarebbe esiziale per imprese e famiglie». La Coldiretti mette in guardia dagli effetti «depressivi» sulle vendite che verrebbero dall’aumento dell’aliquota.

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