Ecco le biografie dei quattro senatori a vita nominati dal presidente della Repubblica CLAUDIO ABBADO «Un artista può cercare di dare più senso al proprio lavoro destinando la sua musica a tutti». Così Claudio Abbado vive l’arte e la professione: un maestro d’orchestra che dirige i più grandi teatri d’opera del mondo, dal Teatro alla Scala alla Staatsoper di Vienna ai Berliner Philarmoniker e ritiene che la musica debba raggiungere in particolare coloro che hanno meno possibilità di ascoltarla, «quella classe che fino ad oggi non è stata educata e quindi è stata privata di questo bene». Figlio e fratello d’arte (il padre insegnava violino al «Verdi» di Milano, la mamma era pianista e scrittrice per l’infanzia, il fratello pianista e compositore), Abbado vanta una carriera prestigiosa carica di successi e trionfi: alla direzione del Teatro alla Scala portò un vento di rinnovamento e al suo genio è riconosciuta l’unica interpretazione filologica integrale dei concerti per pianoforte e delle sinfonie di Beethoven. La nomina a senatore a vita insieme a Renzo Piano appare in continuità con uno dei progetti di cui Abbado è attualmente sostenitore, la costruzione di un grande Auditorum disegnato dall’architetto genovese nell’area della Manifattura delle Arti a Bologna. Il occasione dell’80° compleanno, a giugno scorso, il Teatro alla Scala gli rese omaggio ricordando che «il suo pensiero forte e la sua idea aperta di musica e teatro hanno fatto entrare la Scala in una dimensione contemporanea, in sintonia con il nostro tempo, che ancora le appartiene e ogni giorno è impegnata a rafforzare». Nato a Milano il 26 giugno 1933, dopo gli studi al Conservatorio del capoluogo lombardo e a Vienna, Abbado debuttò ventisettenne alla Scala nel 1960 e ne fu direttore musicale dal 1968 al 1986. Al Piermarini, così come poi in Austria, si distinse per l’introduzione in repertorio dei classici del ventesimo secolo, allora poco conosciuti ed eseguiti. Dopo il sofferto addio alla Scala, dal 1986 al 1991 fu direttore musicale della Staatsoper di Vienna, città in cui fondò, nel 1988, il festival «Wien modern». Quindi passò a Berlino, eletto nel 1989, anno della caduta del muro, direttore principale e artistico dai membri della Filarmonica dove aveva debuttato nel 1966. Da sempre molto legato ai giovani, nel 1986 creò a Vienna la Gustav Mahler youth orchestra, i cui studenti provenienti da tutta Europa vengono selezionati ogni due anni tra oltre duemila richieste; a Ferrara fondò nel 1997 la Mahler chamber orchestra e nel 1994 diede vita all’orchestra Mozart di Bologna. Tra le sue collaborazioni, anche quella con l’orchestra Simon Bolivar di Caracas. Lunghi applausi e quindici minuti di standing ovation hanno salutato il 30 ottobre scorso, dopo 26 anni, il suo ritorno alla Scala. ELENA CATTANEO È stata la prima a studiare le staminali embrionali in Italia e tra i nomi più autorevoli a battersi per la libertà della ricerca su embrioni inutilizzati e congelati e per la procreazione assistita in occasione del referendum del 2005, Elena Cattaneo, docente di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano, è nel quartetto prestigioso dei senatori a vita appena nominati dal Quirinale. Cinquantuno anni, passione per la ricerca e, soprattutto, estrema competenza su uno dei campi scientifici più attuali, quello delle cellule staminali neurali e le potenziali applicazioni, con particolare attenzione ai meccanismi di neurodegenerazione nella Corea di Huntington. La senatrice, laureatasi in Farmacia nel 1986 e con una ricca esperienza all’estero, già Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana, coordinatrice del progetto europeo NeuroStemcell e Rappresentante Nazionale presso l’Unione Europea per la ricerca Genomica e Biotecnologica fino al 2006, dirige oggi il Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell’ateneo milanese UniStem ed è una delle maggiori e più qualificate sostenitrici italiane del ricorso alle staminali embrionali per la ricerca in laboratorio. RENZO PIANO L’ultima grande opera è stata inaugurata il 27 luglio scorso: il nuovo Museo delle Scienze di Trento. Il neo senatore a vita Renzo Piano, ha lasciato il segno in tutte le principali città del mondo: dal Centro Culturale Georges Pompidou a Parigi (realizzato a soli 34 anni), all’aeroporto Kansai in Giappone, all’auditorium Parco della Musica di Roma, al museo dell’Art Institute a Chicago, al Zentrum Paul Klee di Berna, al nuovo Campus della Columbia University a New York. Nel 1992 ha ridisegnato la Pstdamer Paltz di Berlino e progettato il Museo della Scienza e della tecnica ad Amsterdam. L’anno scorso è stato inaugurato a Londra The Shard (La Scheggia), che con i suoi 310 metri di altezza è il grattacielo più alto d’Europa. Dai tubi del Centro Pompidou alle onde del Zentrum Paul Klee agli spigoli vivi del Muse, Piano ha sempre creato nuove linee e spazi: «Personalmente trovo - ha dichiarato - che la mia voglia di esplorare sentieri non battuti vada perfettamente d’accordo con la mia riconoscenza nei confronti della tradizione. Forse questo è un tratto europeo, forse è specificatamente italiano. Certamente è l’eredità di una cultura umanista». Genovese classe 1937, dopo la maturità classica, Piano si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1964, completando la sua istruzione viaggiando fra Stati Uniti e Inghilterra e lavorando con architetti del calibro di Zanuso e Albini. È cavaliere della Repubblica (dal 1990) e ha ricevuto Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte (1994). Fra i suoi altri prestigiosi riconoscimenti, la Royal Gold Medal per l’architettura al Riba di Londra (1989), il Pritzker Architecture Prize di Washington (1998), il Praemium Imperiale di Tokyo (1995) e un Leone d’ Oro alla carriera a Venezia (2000). CARLO RUBBIA Carlo Rubbia è nato a Gorizia nel 1934 e si è laureato in Fisica all’Università di Pisa nel 1957 con una tesi sui raggi cosmici. Vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984, è stato direttore generale del Cern di Ginevra dal 1989 al 1994. Attualmente lavora presso il Cern e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Il lavoro scientifico che gli è valso il Nobel è la scoperta, nel 1983, delle particelle responsabili dell’interazione debole, una delle forze fondamentali della Natura, ossi i bosoni vettoriali W+, W- e Z, un risultato che ha confermato la teoria dell’unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole. Nel 2007 è stato nominato membro Gruppo dei Consiglieri in materia di Energia e Cambiamenti Climatici istituito dal Presidente dell’Unione Europea Barroso e, un anno dopo, è diventato consigliere speciale per l’energia presso la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’America Latina (CEPAL). Ha ricevuto 32 lauree honoris causa ed è socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, della Royal Society e della National Academy of Science americana. Lo scienziato è anche noto per il cosiddetto «solare termodinamico a concentrazione», una tecnologia su cui aveva puntato all’inizio degli anni 2000, durante la sua presidenza Enea. Il Progetto Archimede sfruttava il sole concentrando i suoi raggi mediante appositi specchi verso un unico punto, in modo che la densità di energia calorica aumentasse di 100-200 volte rispetto alla tecnologia standard del fotovoltaico. L’energia termica prodotta si sarebbe quindi trasformata in energia cinetica mediante normali turbine mosse dal vapore, e infine in energia elettrica tramite gli stessi principi di una centrale elettrica tradizionale. Dopo aver progettato l’impianto pilota presso Priolo Gargallo, Siracusa, alcune incomprensioni, problemi e attriti hanno indotto lo scienziato goriziano a lasciare la presidenza dell’Enea e migrare in Spagna, al Ciemat (l’Enea spagnolo) dove è consigliere speciale per la ricerca in campo energetico e continua a propugnare lo sviluppo del solare termodinamico. La centrale solare termodinamica Archimede è stata inaugurata a Priolo nel 2010. Rubbia si è dedicato anche allo studio di un reattore nucleare a fissione sicuro, il cosiddetto Amplificatore di Energia, conosciuto anche con il nome di Rubbiatron, nel quale i neutroni della reazione a catena vengono prodotti tramite un acceleratore di particelle. Il reattore è allo stadio di progetto.
Chi sono i nuovi quattro senatori a vita
Le schede di Abbado, Cattaneo, Piano e Rubbia
