Politica

«Non saranno i Comuni a pagare il conto»

L’intervista Il sindaco di centrodestra Cattaneo rilancia: con l’avvio della Service Tax più autonomia per i Comuni

«Non saranno i Comuni a pagare il conto dell’Imu. Abbiamo avuto dal governo la garanzia che ci sarà la proroga dper i bilanci comunali al 30 ottobre. Le risorse per finanziare l’abolizione dell’imposta sulla prima casa saranno trovate altrove». Alessandro Cattaneo, sindaco Pdl di Pavia è appena uscito dal vertice a Palazzo Chigi con il governo e si dice soddisfatto del’esito. Avete avuto garanzie che non subirete contraccolpi dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa? «L’Anci è arrivata a Palazzo Chigi con una posizione unanime. Ovvero che qualsiasi decisione prenderà il governo sarà a saldi invariati. L’ammanco delle risorse dalla revisione dell’Imu non dovrà ricadere sui Comuni ma la copertura va trovata altrove». Che ne sarà della Service Tax? «La Service Tax deve entrare in vigore dal 2014. Molti comuni non hanno ancora approvato il bilancio altri lo hanno fatto in base alla situazione precedente ale decisioni sull’Imu. C’è quindi una situazione di estrema incertezza. Il problema non è solo per i Comuni. Mi metto dalla parte dei cittadini che nel giro di un paio di mesi dovrebbero affrontare un’imposta del tutto nuova. Sarebbe un caos». Che ruolo avranno i Comuni nella Service Tax? «La soluzione migliore sarebbe di parlarne all’interno del binario del federalismo fiscale. Io dico basta con i trasferimenti da parte dello Stato ma lasciate ai Comuni tutta l’imposizione locale». Non c’è il rischio che i sindaci si facciano prendere la mano aumentando a dismisura le imposte locali? «Si potrebbero mettere dei paletti, un minimo e un massimo ma il dato sostanziale è quello della responsabilità dei sindaci che dovranno rispondere ai cittadini dei servizi che verranno erogati a fronte delle imposte. Insomma bisogna cogliere l’occasione di questa revisione dell’Imu per affrontare in modo serio la questione della tassazione locale. Finora ho visto solo tagli lineari per tuti senza una premialità della virtuosità di alcune amministrazioni». Cosa pagano i Comuni con l’Imu? «L’imu incide per una quota importante ma vorrei che l’Imu non diventasse un totem ideologico. Se c’è la volontà politica l’Imu non è un problema così grave. Vale 4 miliardi l’abolizione sulla prima casa e complessivamente vale 24 miliardi. Non siamo parlando di uno sconvolgimento». Cosa chiedono i Comuni? «Noi sindaci dobbiamo avere più strumwenti per incidere alle mostre aministrazioni. Ci dovrebbero dare la riforma del catasto. Ora c’è una situazione a macchia di leopardo, molte città hanno immobili in centro storico di valore inferiore a quelli in periferia. I Comuni potrebbero rimettere mano agli estimi. Io da liberale dico che se gli enti locali avessero mani libere potrebbero riformare le municipalizzate, affrontare le privatizzazioni e la riforma del personale della pubblica amministrazione. È questa l’ocasione giusta per un cambio di passo. Insomma non esuriamo tutto alla questione dell’Imu ma alarghiamo lo sguardo alla tassazione locale».

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