Politica

Esposto in Procura sui contributi previdenziali della Idem

Nuovi guai per Josefa Idem a Ravenna. A carico dell’ex ministro alle Pari opportunità nel governo Letta da venerdì scorso c’è un esposto in Procura. L’ha firmato il capogruppo di opposizione Alvaro...

Nuovi guai per Josefa Idem a Ravenna. A carico dell’ex ministro alle Pari opportunità nel governo Letta da venerdì scorso c’è un esposto in Procura. L’ha firmato il capogruppo di opposizione Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), che vuol segnalare all’autorità giudiziaria ravennate la questione del versamento dei contributi previdenziali a favore della stessa Idem sei anni fa, quando lavorava come assessore in Comune a Ravenna. E percepiti - ha sempre detto Ancisi sollecitando verifiche al sindaco Fabrizio Matteucci, poi partite - grazie all’aspettativa per l’incarico pubblico da un lavoro durato «10 giorni» come dipendente di una società riconducibile al marito di Idem, Guglielmo Guerrini, chiamata Canoa Kayak Standiana e situata in via Carraia Bezzi a Santerno (vi risiedeva la famiglia Idem prima di trasferirsi nella casa-palestra al civico 104, l’abitazione dove ha tuttora ha sede legale la Kayak e al centro delle note vicende sull’Imu). Il Comune di Ravenna avrebbe versato a suo tempo un totale di 8.642 euro per i contributi di Idem, pari a complessive 183 giornate lavorative. Ancisi precisa oggi che non si sarebbe rivolto ai pm «se il sindaco di Ravenna non avesse respinto al mittente (come documentato nell’esposto stesso) la mia richiesta di farlo egli stesso, impegnando in proposito la polizia municipale, come da lui deciso sulle questioni Imu/Ici ed edilizia». La Idem si era dimessa da ministro dopo la bufera scoppiata per il mancato pagamento dell’Ici per un appartamento denunciato come abitazione principale e invece adibito a palestra. Dopo aver negato tutti gli addebiti e poi aver scaricato le colpe sui responsabili della sua gestione fiscale, l’ex campionessa della canoa decise infine di lasciare il posto al ministero, le cui deleghe sono state redistribuite da Letta ai vari ministri. Poi, con un assegno di circa 3.000 euro, intestato al Comune di Ravenna, l’ex ministro ha «sanato ogni irregolarità» sul pagamento Imu e Ici della sua casa-palestra. Anche in quel caso era stato reso noto da Alberto Ancisi. In una nota dal titolo «la verità fiscale sulla casa-palestra della senatrice Idem», Ancisi aveva spiegato che si sarebbe «conclusa, almeno per il fisco, la vicenda» legata all’immobile dell’ex ministro a Santerno. Nella nota, Ancisi aveva precisa di non aver «sollevato il problema delle irregolarità fiscali compiute sulla casa-palestra, né ho espresso al riguardo commenti o giudizi. Ma ritengo doveroso che i fatti, finora dibattuti in superficie, siano ricondotti alla loro esatta verità fiscale, conosciuta a oggi solo per il 2012, e dunque non conosciuta dal 2003 al 2011». Ed ora per l’ex ministro arrivano altri guai.

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