Politica

Alfano ottimista sull’Imu: «Possiamo farcela»

Nel vertice a Palazzo Chigi il premier Letta convince il segretario al dialogo. Si va verso una soluzione di compromesso

I tempi stringono e ieri, a due giorni dall’atteso Consiglio dei ministri che dovrebbe sciogliere il nodo dell’Imu, il premier Enrico Letta ha convocato a Palazzo Chigi, i ministri dell’Economia Fabrizio Saccomanni, degli Affari regionali Delrio, dei Trasporti Lupi e il segretario del Pdl Angelino Alfano. Sul tavolo le ipotesi sono quelle ormai note, dalle detrazioni alla Service Tax, ma il problema è quello politico. È questo il vero nodo da sciogliere. Lo scivolone del titolo Mediaset in Borsa che ha fatto perdere al Cav circa 150 milioni nel giro di quattro ore, è solo un assaggio dell’impatto che avrebbe una crisi di governo sul Paese oltre che sulle sue aziende. Lo spettro è quello di un’altra bufera speculativa dagli esiti imprevedibili. La fretta con cui Letta e Sacomanni intendono chiudere la partita dell’Imu si spiega non solo con le scadenze fiscali ravvicinate e la necessità di dare un quadro di certezze ai Comuni già messi sotto stress, ma anche di affrontare le prossime aste dei titoli di Stato con tranquillità. Lo spread risalito a quota 250 punti è il segnale della grande attenzione degli investitori alle vicende italiane. Il prossimo giovedì è prevista un’asta di Btp a 5 anni per 2,5-3,5 miliardi e di titoli decennali per 1,75-2,5 miliardi. A settembre scadono 30,3 miliardi di emissioni. Se lo spread dovesse riprendere a correre si avrebbe un aumento del costo del debito vanificando quel tesoretto da bassi tassi utile a finanziare le misure della prossima Legge di Stabilità. Sono questi gli argomenti che Saccomanni e Letta hanno illustrato a Alfano nel vertice pomeridiano. Le polemiche sono comunque continuate con il cappogruppo Brunetta che ripete il mantra: «l'eliminazione dell'Imu sulla prima casa fa parte degli accordi che hanno portato alla nascita del governo. E le risorse ci sono, basta decidere». E la replica del responsabile economico Pd, Matteo Colaninno, è altrettanto ferma. «Per L'Imu serve una soluzione equilibrata ed equa che consenta di giungere all'eliminazione della tassa per la maggioranza degli italiani. Il Pd è pronto a fare la propria parte». Efficace sembra la sintesi del vice premier Angelino Alfano: «sull'Imu c'è ancora da lavorare fino a mercoledì, ma possiamo farcela», confida in un tweet lasciando intendere che ci sono i margini per una soluzione di compromesso. In via ufficiosa nel Pdl si parla di «buone prospettive». Da Palazzo Chigi filtra serenità e la convinzione che attraverso i contatti che proseguiranno nelle prossime ore all'interno del governo e con le forze politiche e il confronto tra e nei partiti, si possa riuscire a costruire la soluzione da portare ed approvare in Consiglio dei ministri. Il vertice quindi ha fatto registrare passi in avanti, anche se occorrerà attendere domani per arrivare a definire le decisioni finali. Tra le due prospettive, la cancellazione complessiva dell'imposta e una soluzione che preveda solo l'abolizione della prima rata, ci sono 2 miliardi di copertura che ballano. E, soprattutto, una diversa valutazione delle priorità in campo, con la necessità di finanziare anche il rinvio dell'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22% e gli ammortizzatori sociali, indispensabile per fronteggiare l'onda lunga della crisi sul mercato del lavoro. In questo scenario, l'ipotesi che resta in primo piano è quella di chiudere i conti in sospeso per il 2013 e di affidarsi alla Service Tax per il 2014, che preveda due componenti, una di proprietà e una per gli affittuari che usufruiscono dei servizi, separando quindi la tassa sulla casa da quella sui rifiuti, facendola pesare soprattutto su ceti più abbienti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.