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Rehn: la crisi non è alle spalle ma siamo sulla strada giusta

«Non direi che la ripresa c'è già. Penso che siamo sulla strada giusta per un ritorno ad una crescita sostenibile ma dire che la crisi è alle spalle è mettere un pò il carro davanti ai buoi». Ad...

«Non direi che la ripresa c'è già. Penso che siamo sulla strada giusta per un ritorno ad una crescita sostenibile ma dire che la crisi è alle spalle è mettere un pò il carro davanti ai buoi». Ad affermarlo, in un'intervista al «Journal du Dimanche», è il vicepresidente della Commissione Europea e Commissario agli Affari economici, Olli Rehn. «L'ombra gettata dai debiti pubblici -spiega Rehn- è ancora molto visibile e la disoccupazione resta una calamità che colpisce ancora molti paesi e in particolare i giovani». Per Rehn, infatti, «non si può ancora parlare di una primavera economica europea anche se ci sono delle rondini». Il rilancio economico, aggiunge, «si fa sentire grazie a diversi indicatori e alcuni dati positivi. Quelli della crescita sono risaliti quasi dappertutto nel secondo trimestre, la produzione industriale riparte, la disoccupazione è in calo in alcuni paesi, la fiducia torna. Si ricrea ricchezza nell'Ue e la crescita dovrebbe essere più forte l'anno prossimo a condizione di non dover affrontare nuove turbolenze sui mercati finanziari e se non ci sarà nessuna crisi politica maggiore». La crescita, sottolinea il Commissario Ue, «riguarda quasi tutti gli Stati membri dell'Ue. C'è sempre la locomotiva tedesca ma i paesi periferici che erano particolarmente colpiti dalla crisi registrano segnali molto incoraggianti. Paesi come l'Irlanda, la Spagna e il Portogallo, hanno fatto sforzi importanti per migliorare la loro competitività per quanto riguarda il costo del lavoro. La maggior parte dei paesi del Sud dell'Europa, inoltre, hanno registrato una crescita delle loro esportazioni». E sul tema della disoccupazione è intervenuto anche il Cancelliere Angela Merkel. «Per risolvere il problema della disoccupazione giovanile in Europa è necessario sviluppare un mercato interno del lavoro. I giovani devono poter effettuare una formazione o trovare un lavoro in tutta Europa, muovendosi da un Paese all'altro per cogliere le opportunità di lavoro, come fanno già in Germania spostandosi da un Land all'altro. Mi sto impegnando nell'Ue per sviluppare passo dopo passo un mercato interno del lavoro».

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