Mai più precari nella pubblica amministrazione, obbligo ad assumere tutti i vincitori dei concorsi, oltre 150 impieghi entro l’anno nei Beni culturali, misure selettive per la stabilizzazione di quanti hanno lavorato almeno tre anni negli ultimi cinque con un contratto a tempo determinato. Inoltre proproga del taglio delle auto blu e avvio dell’Agenzia per la coesione territoriale. Sono questi i cardini del pacchetto di misure contenute in un decreto e in un disegno di legge varato ieri dal Consiglio dei ministri. La riunione si è protratta per tutto il pomeriggio per indurre il Pdl a togliere i paletti. Era stato il capogrupo Brunetta ad alzare il tiro costringendo il governo ad aggiornare la riunione di venerdì scorso. Ora il testo varato assomiglia più a un elenco di buone intenzioni che ad una vera e propria riforma. Il nodo dei precari sarà sciolto in questo modo: con il varo del decreto verrà avviato «un percorso e un processo di parziale inserimento di precari, previa procedura altamente selettiva» ha spiegato il premier Letta sottolineando che «nell'arco di conversione e di applicazione» del decreto legge si lavorerà perchè «sia portato a compimento il censimento di tutte le situazione di precariato». Mai più contratti a termine, ha detto il ministro D’Alia sottolineando che saranno ammessi solo in casi eccezionali. Una norma prevede l’«obbligo ad assumere tutti i vincitori di concorso compresi gli idonei, ma solo per le graduatorie più recenti». Letta ha rivendicato di aver «messo barriere» per evitare le «scorciatoie per le assunzioni». Sono inoltre previste «procedure selettive tra coloro i quali hanno contratti a termine di almeno tre anni; saranno selezionati i migliori» ha aggiunto D'Alia. La riorganizzazione della pubblica amministrazione prevede anche una intensificazione della spending review. «Abbiamo tagliato consulenze per 1,2 miliardi e auto blu per 1 miliardo di euro» ha spiegato D’Alia. «Non ce lo possiamo più permettere». Inoltre, ha aggiunto il ministro, «abbiamo previsto sanzioni per chi autorizzerà queste spese, in sostanza le pagherà di tasca propria». Oltre alla sistemazione dei precari è previsto un piano di assunzioni. Si aprono le porte dell’amministrazione ai testimoni di giustizia e i Beni culturali potranno assumere entro l’anno 150 persone in deroga ala legge sulla spending review. La questione degli oltre 30.000 contratti a termine nel comparto della Sanità sarà affidata alla trattativa Stato-Regioni. Tutte le procedure a regime cominceranno dall'inizio del 2014, il tavolo Stato-Regioni sarà attivato subito dopo la pubblicazione del decreto. Il decreto prevede anche l'assunzione di mille vigili del fuoco. Sarà rafforzata la lotta alla corruzione amplificando le competenze della Civit. Al via l’Agenzia nazionale di Coesione territoriale, che avrà lo scopo di razionalizzare e coordinare l'impiego dei fondi strutturali. «Il nostro problema è sempre stato quello del coordinamento nazionale dei fondi strutturali europei. La differenza tra noi e gli altri Paesi è nella capacità di darsi un governo nazionale di queste risorse». ha deto il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia. L'Agenzia svolgerà tre funzioni essenziali, ha spiegato il ministro: «Il monitoraggio e la sorveglianza dei programmi operativi su cui vegono impiegati i fondi; il sostegno alle attività regionali sulla gestione dei programmi e, in condizioni particolari stabilite dalla legge, tipo inadempienze o ritardi, avrà un potere sostitutivo». Il ministro ha inoltre ricordato che «nel ciclo 2014-2020 sono previsti 30 miliardi di fondi europei, e altrettanti di cofinanziamento nazionale. Inoltre 40-50 miliardi arriveranno dal fondo per la coesione». Una somma di circa 100 miliardi che- ha sottolineato Trigilia- saranno gestiti meglio grazie all'Agenzia per la Coesione territoriale. Ma, ha tenuto a precisare il miistro, «Agenzia nazionale non vuol dire neocentralismo ma fare lavorare meglio strutture centrali e locali in maniera coordinata». Anche Letta ha insistito sull’importanza di un utilizzo ottimale dei fondi europei. «Uno dei nostri atavici problemi è l'incapacità di usare beni i fondi strutturali europei, un problema che ci trasciniamo dietro da troppo tempo. Da oggi la struttura che gestisce i fondi strutturali europei farà capo a palazzo Chigi». In questa struttura saranno assunte 120 persone», con una «rigorosa selezione» tra persone «che abbiano esperienza europea, di gestione dei fondi».
Disco verde dal Pdl: sciolto il nodo precari
Il Consiglio dei ministri vara la riforma. Obbligo di assumere chi ha vinto i concorsi
