Politica

Cicchitto: «Prima della crisi proviamo tutte le strade»

L’intervista «Le elezioni anticipate possono derivare solo da un dramma politico, da una scelta del Pd in Giunta»

Il Partito democratico che dice no ad ipotesi di amnistia per Silvio Berlusconi; il parlamentare Maurizio Lupi che, dal Meeting di Cl a Rimini, ribatte che il Popolo della libertà non la chiede, perché «ci sono altre soluzioni». E il Governo Letta che appare sempre più fragile, con il voto in Giunta sul Cavaliere che potrebbe far precipitare tutto. Onorevole Cicchitto, il momento politico è delicatissimo. Lei riesce a vedere una via d'uscita praticabile, anche per il Partito democratico, che riesca a tenere in piedi il Governo? «Per quello che riguarda il drammatico problema della giunta delle elezioni la via maestra è quella di seguire le indicazioni di due persone molto sagge: il senatore Donato Bruno - che ha consigliato di non dare dei limiti di tempo ad una commissione che deve fare le più varie consultazioni non trattandosi di un Tribunale speciale - e il presidente emerito della Corte Costituzionale Capotosti che ha detto che su una materia aperta ad interpretazioni assai diverse il ricorso al parere della Corte Costituzionale sarebbe una scelta saggia. Ecco, se il Pd seguisse questa strada, non ascoltando provocatori allo stato brado come l'onorevole Zoggia, potrebbe intraprendere un percorso ragionevole e istituzionalmente corretto». Tra lei e Daniela Santanché si tratta di vera rivalità o piuttosto di un gioco delle parti? «Parliamo di cose serie». Che priorità ritiene abbia ancora il Governo Letta, se resisterà a questo passaggio assai difficile? «Da un lato la riforma istituzionale e la legge elettorale, dall'altro lato una politica economica funzionale alla crescita e quindi in primo luogo l'abolizione dell'IMU, la spending review, l'abbattimento del debito pubblico,il tutto in funzione di una diminuzione complessiva della pressione fiscale». In caso di elezioni anticipate, non temete di fare un regalo a Beppe Grillo che le ha già chieste dicendo che poi alla riforma elettorale ci penserà lui? «Certamente. Elezioni anticipate potrebbero derivare solo da un autentico dramma politico costituito da una scelta del Pd in giunta delle elezioni, fatta nei termini che sostiene il senatore Felice Casson, cioè una sorta di commissione che applica una specie di bollino ai deliberati della magistratura». Domani (ndr, oggi per chi legge) ad Arcore, che consiglio darà a Silvio Berlusconi? «Di seguire insieme una linea in difesa delle sue ragioni che sono anche le ragioni dello stato di diritto e della resistenza ad un settore della magistratura che fa politica ma anche di provarle tutte sul terreno del senso di responsabilità proprio di una personalità che ha la sua storia di uomo di governo».

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