La strada per evitare la fine prematura del governo delle larghe intese diventa sempre più stretta. E lo scenario dello scioglimento delle Camere prende sempre più forma. L’irrigidimento del Pd, incartato su stesso e sulle sue contraddizioni interne ma affascinato dalla prospettiva di poter eliminare il nemico storico dalla scena, non sembra lasciare alternative. È impensabile che il giorno dopo la dichiarazione di decadenza di Berlusconi, il governo possa sopravvivere. È realistica l’immagine evocata dal leader del Pdl che assimila le sorti dell’esecutivo a quelle di una barca allo sbando dopo che uno dei due nocchieri ha gettato a mare l’altro. In casa Pd si sta consumando uno psicodramma coperto dall’impudico velo di un pretestuoso richiamo al principio secondo il quale, come ha detto Franceschini, "non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo". Ho scritto "impudico velo". Lo ribadisco: i dubbi di costituzionalità di taluni aspetti della legge Severino dovrebbero automaticamente spingere la Giunta delle elezioni del Senato a sollevare la questione, d'ufficio o su istanza di parte, davanti alla Consulta: la Giunta, infatti, è chiamata a operare come un "giudice" abilitato a sollevare il problema qualora sussista anche un piccolo dubbio "non legittimamente infondato" di costituzionalità. In fondo, la richiesta di Alfano al Pd non già di pronunciarsi a favore di Berlusconi ma di non votarne la decadenza rientra in questa logica e offre al Pd una via d’uscita che lo libererebbe dalla disastrosa immagine di un voto "contra personam". Ma tant’è. La logica non è di casa, in questo periodo, nei pensieri dei politici. Così, salvo sorprese, il governo Letta sta giungendo al capolinea. Dopo, non c’è che il voto, perché maggioranze alternative non sono realistiche. I grillini non hanno interesse a sporcarsi mani e immagine sentendo profumo di successo. Né sono pensabili scissioni o smottamenti in un Pdl stretto attorno al suo leader. Non siamo ancora alla vera campagna elettorale. Ma le premesse ci sono tutte. A cominciare dal "gioco del cerino" sulle responsabilità dell’apertura formale di una crisi che, rebus sic stantis, sembra inevitabile. E neppure esorcizzabile.
Lo psicodramma di una sinistra verso il patatrac
di Francesco Perfetti La strada per evitare la fine prematura del governo delle larghe intese diventa sempre più stretta. E lo scenario dello scioglimento delle Camere prende sempre più forma. L’irr...