A quali condizioni è legato il governo guidato da Enrico Letta? «O nei prossimi 50 giorni il Governo è in grado di dare una scossa in positivo che possa essere percepita da tutti gli italiani, oppure saremo ancora inchiodati a una tendenza recessiva», lo dice Silvio Berlusconi in un'intervista a Tempi.it, in cui invita l'esecutivo a dare uno «choc fiscale». «Il governo Letta- spiega- è nato con l'obiettivo di un alleggerimento fiscale per tutti gli italiani. Siamo un Paese in cui la domanda interna, i consumi interni, sono in forte calo. Occorre uno choc economico positivo, e tutti sanno che la strada maestra è quella di lasciare più soldi nelle mani delle famiglie, delle imprese, e dei lavoratori attraverso consistenti riduzioni fiscali. Ecco perchè l'abolizione dell'Imu su prima casa e agricoltura (abolizione che, lo ricordo ancora, vale appena un duecentesimo della spesa pubblica italiana) è un primo passo decisivo per ridare slancio all'economia. . E non si potrà certo esultare per qualche eventuale "zero virgola" in più. O l'Italia riprende a correre, oppure rischiamo di pagare un prezzo altissimo alla crisi». «Diranno che e colpa mia se i ministri del Popolo della libertà valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l'altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?». Così Silvio Berlusconi in un'intervista a «Tempi» che sarà pubblicata il prossimo 5 settembre e che viene anticipata sul sito. «Nel '92-'93, per tanti versi - spiega Berlusconi - si aprì una fase di questo tipo contro l'Italia: politica debole, partiti democratici messi alla gogna, Italia fragile, e in un colpo solo perdemmo, a prezzi da saldo, pezzi di chimica, di meccanica, di agroalimentare e di grande distribuzione. Non vorrei che, oggi, qualcuno pensasse di fare shopping da noi con un sacchetto di monetine in mano… Chiunque si senta addosso la maglia azzurra della Nazionale dovrebbe comprendere il tema e il rischio». «Non credo ai complotti. Certo, però, alcune, chiamiamole così, coincidenze ci sono state. E soprattutto c'è un fatto oggettivo. Vede, le parla un liberale, un uomo che ha cultura di mercato, e che quindi, in linea generale, non ha e non può avere alcun pregiudizio rispetto alle privatizzazioni. Anzi. Ma un conto sono le privatizzazioni, altro conto sono le spoliazioni, cioè le situazioni in cui, approfittando di un momento di debolezza, alcuni Paesi vanno in un altro Paese con il carrello del supermercato per fare la spesa a prezzi da saldi di fine stagione». Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi in un'intervista apparsa online su Tempi.
Berlusconi: governo ha 50 giorni per dare una scossa
"Come nel '92 c'è il rischio che l'Italia venga venduta a saldo", ha detto Berlusconi
