Una giornata intensa, quella del segretario del Pd, Guglielmo Epifani, presente prima a Montecitorio poi a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Enrico Letta. «La presenza in aula oggi era un atto dovuto - ha detto il segretario Pd partecipando all’apertura dei lavori sul decreto contro la violenza alle donne - è un decreto molto importante. Mi è sembrato giusto esserci». Un intervallo tra un palazzo e l’altro, quello di Epifani, in cui ha espresso preoccupazione: «Sono preoccupato per il Paese - ha preseguito il segretario Pd in merito a una possibile crisi di governo - sono preoccupato che una crisi possa fare arretrare il Paese e soprattutto vanificare gli sforzi che hanno fatto i cittadini, che sono quelli che hanno pagato di più i costi della crisi. Il Governo sta facendo bene e soprattutto sono preoccupato che i costi di una crisi li pagherebbero soprattutto i cittadini». Mentre sulla decandenza da parlamentare di Berlusconi, Epifani prende le distanze: «Non voglio entrare adesso in questa polemica che avrà tempo e modo di essere affrontata». Tanti nodi da sciogliere in questo scorcio di fine estate e in un autunno che si preannuncia delicatissimo, per governo e partito. L’attesa, sulle vicende congressuali dei democratici, è ora per fine settembre quando Epifani e Matteo Renzi, Francesco Boccia, insieme a molti parlamentari, sindaci, amministratori locali ma anche esponenti della società civile si confronteranno nel piccolo comune di Sassano, in provincia di Salerno, per una vigilia congressuale ad alta tensione. Anche perché, probabilmente per quella data la politica avrà chiarito il nodo della decadenza da parlamentare di Berlusconi. E non a caso Epifani stesso sta entrando nel mirino del Pdl. «È scontato che se l’ostinazione del Pd nel perseverare in rese dei conti antiberlusconiane proseguisse e portasse a fare saltare il governo - sostiene la deputata Pdl, Stefania Prestigiacomo - sono sicura che non vi sarebbe nemmeno un ministro che avrebbe l’ardire di mollare Berlusconi e scegliere di sostenere un governo contro il volere del partito. Le larghe intese sono nate per fare uscire il Paese dalla crisi e non per consentire a Epifani di disfarsi di un nemico politico per via giudiziaria, cancellando l’agibilità politica del leader del più grande partito di centrodestra e la rappresentanza di oltre 9 milioni di italiani».
Epifani: la crisi di governo la pagherebbero i cittadini
Una giornata intensa, quella del segretario del Pd, Guglielmo Epifani, presente prima a Montecitorio poi a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Enrico Letta. «La presenza in aula oggi era un...
