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Sito web da 4 milioni per la Camera. Boldrini: «L’ha deciso Fini»

Il caso l’ha sollevato Francesco Storace. L’ex governatore del Lazio, dal sito del Giornale d’Italia, aveva invitato Laura Boldrini a chiarire se fosse vera la notizia secondo la quale la Camera dei...

Il caso l’ha sollevato Francesco Storace. L’ex governatore del Lazio, dal sito del Giornale d’Italia, aveva invitato Laura Boldrini a chiarire se fosse vera la notizia secondo la quale la Camera dei Deputati da lei presieduta si apprestasse a concedere un appalto da quasi 4 milioni di euro per il rifacimento della pagina web istituzionale. Da Montecitorio ieri è arrivata una prima risposta, con la quale si addebita la responsabilità dell’iniziativa all’ex presidente Gianfranco Fini: «La gara d’appalto per il sito internet della Camera era stata decisa nella scorsa legislatura, la XVI, e consentirà risparmi pari a tutta la spesa che verrà fatta per l’appalto oltre che maggiore trasparenza». A conferma di quanto sostenuto dal leader de La Destra arriva anche il bando ufficiale per il rifacimento del sito internet. Il bando di gara il per «l'acquisizione dei servizi di manutenzione e sviluppo» del sito web della Camera dei deputati è infatti consultabile on line dal 10 luglio scorso nella sezione «procedure ristrette» come previsto dal regolameneto di amministrazione e contabilità, e scadrà a settembre. Per la precisione, il termine per il ricevimento delle offerte o delle domande di partecipazione scade il giorno 20. L’appalto dura 36 mesi (a partire dall’aggiudicazione) ma non è rinnovabile e «vale» 3milioni 600mila euro (iva esclusa) per tre anni. L’offerta dei concorrenti, si legge al paragrafo «cauzioni e garanzia richieste», deve essere corredata: «da una cauzione provvisoria, pari a 72mila euro con esclusione di franchigia avente validità pari a 365 giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione dell’offerta». Quanto alle modalità di finanziamento e di pagamento, «i corrispettivi saranno pagati con le modalità prevista dall’articolo 20 del capitolato». La forma giuridica che dovrà assumere il «raggruppamento di operatori economici aggiudicatario dell’appalto» prevede: «imprese riunite o consorziate». Per conoscere nel dettaglio i requisiti per concorrere al bando, valgono le disposizioni contenute nel paragrafo «condizioni di partecipazione»: qui sono raccolte tutte le informazioni e le formalità necessarie. In particolare, per partecipare alla gara bisogna possedere la certificazione, in corso di validità, del proprio «sistema di gestione della qualità (SGQ), relativamente a servizi di produzione di software non connesso all’edizione, rilasciata da Organismo di certificazione accreditato» ai sensi delle «norme europee». Riguardo alla «capacità economica e finanziaria», è richiesta la «realizzazione di un fatturato specifico, positivamente collaudato, per lo sviluppo e la manutenzione di software, durante il periodo 1.1.2010 - 31.12.2012, complessivamente non inferiore a 850 000 euro, Iva esclusa annui». «È gustoso e molto elegante che la Boldrini scarichi su Fini il costo del sito intenet, pur avendo adottato la delibera a luglio - è stato il nuovo attacco di Storace - è così difficile revocare uno schiaffo alla miseria?».

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