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Per gli statali allo studio un piano di prepensionamenti

Non c’è solo l’Imu sul tavolo del governo. Nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe essere approvato un piano di prepensionamenti nel pubblico impiego.L’obiettivo è di reperire risorse da...

Non c’è solo l’Imu sul tavolo del governo. Nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe essere approvato un piano di prepensionamenti nel pubblico impiego. L’obiettivo è di reperire risorse da utilizzare per la contrattazione di secondo livello e aprire le porte a nuove assunzioni. Giorni fa la Cgil ha ricordato che ci sono 150 mila precari nel pubblico impiego che rischiano di restare senza posto giacchè il contratto scade a fine anno. A questi si aggiungono le decine di migliaia di vincitori di concorso in attesa di assunzione. Il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia ha smentito l’indiscrezione di un piano per mandare a casa 200.000 statali su un totale di 3,3 milioni dopo che il sindacato aveva alzato le barricate. Ma di fatto il tema c’è anche perchè quasi la metà dell’organico della pubblica amministrazione ha più di 50 anni e da tempo non c’è il necessario ricambio generazionale. Lo stesso D’Alia ha annunciato che nell’ambito della spending review bisogna mettere in conto eccedenze di personale per circa 108 mila unità, che verrebbero smaltite gradualmente. Il governo Monti aveva messo a punto una serie di norme che puntavano a ridurre del 20% i dirigenti e del 10% il resto dei dipendenti ma che hanno fatto emergere solo 7.800 esuberi nelle amministrazioni centrali e negli enti previdenziali. Restavano fuori gli enti locali e le Regioni. Di qui l’uso dei prepensionamenti. Le norme attualmente in vigore prevedono la possibilità di andare in pensione con le regole precedenti alla riforma Fornero per il personale dichiarato in esubero che maturi i vecchi requisiti entro il 2014. Questa possibilità potrebbe essere prorogata. Nel settore privato sono previsti prepensionamenti, fino a 4 anni di anticipo rispetto ai nuovi requisiti, anche se a carico delle aziende. Ma prima del varo il governo deve avere il via libera di sindacati e enti locali. Conta di convincerli spiegando che parte dei risparmi andrebbero alla contrattazione decentrata (come premi e incentivi alla produttività) e potrebbero aprirsi spazi per nuove assunzioni. Nel caso di un’uscita di 200 mila statali il risparmio sarebbe pari a circa 2 miliardi. I prepensionamenti anche se si configurano come provvedimenti di emergenza legati alla spending review potrebbe avere specifiche conseguenze anche per i privati, avendo, secondo alcune indiscrezioni, un impianto e un sistema di calcolo e regole, basato sulla proposta Damiano che dovrebbe riformare le pensioni (pensione a 62 anni e con 40 anni di contributi e la possibilità anche di uscita anticipata con una serie di penalizzazioni graduali).

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