Politica

Tesoro ancora in alto mare sull’Imu, verso una decisione a fine mese

Agenda fitta di scadenze per questa settimana. A cominciare dalla riforma dell’Imu che resta il fronte più caldo per il premier Enrico Letta.Il tempo di festeggiare il compleanno e spegnere 47...

Agenda fitta di scadenze per questa settimana. A cominciare dalla riforma dell’Imu che resta il fronte più caldo per il premier Enrico Letta. Il tempo di festeggiare il compleanno e spegnere 47 candeline domani, poi Letta il giorno dopo sarà a Vienna per incontrare il cancelliere austriaco, Werner Faymann. Al ritorno in Italia la madre di tutte le questioni, vale a dire la riforma dell'Imu. Il premier ha ripetuto anche nei giorni scorsi che entro il 31 agosto si saprà quale sarà la nuova veste che avrà questa imposta e soprattutto chi dovrà pagarla e quanto. Mentre continuano a susseguirsi varie ipotesi e i partiti della maggioranza ribadiscono le loro posizioni, difficile pensare che già dal Consiglio dei ministri che dovrebbe svolgersi venerdì 23 possa arrivare la soluzione definitiva. Ma qualche indicazione potrebbe venire dal preconsiglio dei ministri che dovrebbe tenersi mercoledì o giovedì. Probabile quindi che si debba aspettare la settimana successiva, quindi proprio la deadline indicata dal presidente del Consiglio. Il rompicapo dell'Imu ruota attorno alle coperture. Per ora l'unica disponibilità data dal ministero dell'Economia è sulle risorse per abolire la prima rata del 2013, quella che si doveva pagare a giugno e che è stata rinviata al 16 settembre. Col decreto che il governo approverà probabilmente nell'ultimo consiglio dei ministri di agosto si stabilirà, in un modo o nell'altro, che quella rata, appunto, non è più dovuta. Per fare questo l'Economia sta cercando una copertura di 2,4 miliardi, pari al mancato gettito della prima rata dell'Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli. Benché si tratti di una copertura una tantum, spiegano al Tesoro, i tecnici stanno faticando a trovarla, stando attenti a evitare aumenti delle entrate, altrimenti per i contribuenti sarebbe fin troppo facile concludere che mentre risparmiano da una parte pagano di più da un'altra. Insomma, una presa in giro. Ma la questione si complica maledettamente quando si passa a esaminare il destino della parte restante dell'Imu 2013 sulla prima casa e che cosa fare dal 2014, tenendo conto che il gettito annuo dell'imposta sull'abitazione principale è di circa 4 miliardi. Al Tesoro lavorano a soluzioni di compromesso sulla scia del dossier tecnico diffuso il 7 agosto che individua nove diverse vie d'uscita mettendone in risalto pregi e difetti. L'idea principale è quella della cosiddetta Service tax, una nuova imposta che, nella sostanza, metterebbe insieme l'Imu e la Tares cioè la rinnovata tassa sui rifiuti (più cara delle precedenti). Sarebbero poi i Comuni a decidere come modularla fino al punto di non applicarla alla prima casa. Sarebbero agevolati dal fatto che lo Stato aumenterebbe di due miliardi l'anno i trasferimenti agli enti locali.

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