«È stato fatto un passo all’inizio di questa legislatura quando è stato chiaro a tutti che il bene dell’Italia poteva essere messo in discussione da una tendenza a privilegiare il litigio e la voglia di distruggere l'altro. Nulla è cambiato da allora. Si sono fatti passi concreti per aiutare l'Italia a uscire dal guado. Sarebbe ben strano e ingiustificabile agli occhi degli italiani se qualcuno si tirasse indietro ora». È speranzoso il ministro della Difesa, Mario Mauro, commentando le parole del premier Enrico Letta, che al Meeting di Rimini ha fatto appello alle forze politiche a non interrompere il percorso «di speranza» dell’esecutivo. «Io sono il ministro della Difesa, non quello dell’attacco. Il centravanti è il presidente del Consiglio», scherza il ministro che poi ribadisce di essere fiducioso che «il governo andrà avanti» ma richiama le forze politiche a dare la priorità alle necessità del Paese. «Le forze politiche devono essere consapevoli che i bisogni della gente e quindi le necessità più vere e profonde del Paese vengono prima di ogni altra cosa. Mettere al centro la persona, in questo momento - ha sottolineato Mauro - vuol dire essere attenti soprattutto ai più deboli e fragili. Parlando della questione "giustizia", il ministro della Difesa ha affermato che «è un tema difficile nel nostro Paese, un tema che merita considerazioni anche politiche. Detto questo ha sottolineato il ministro non c’è ragione di spaventare un governo che ha come sua principale ragione di esistere il fatto di essere indispensabile a fronte delle condizioni difficilissime che il nostro Paese vive. Il governo andrà avanti». Lo stesso Mauro aggiunge infine di non essere spaventato dalle prospettive future dell’esecutivo. «L’Italia ha bisogno di ben altro e di molto altro: vale a dire di far sì che le forze politiche si sostengano reciprocamente per potere sostenere le necessità del Paese».
«Sono il ministro della Difesa non dell’attacco»
«È stato fatto un passo all’inizio di questa legislatura quando è stato chiaro a tutti che il bene dell’Italia poteva essere messo in discussione da una tendenza a privilegiare il litigio e la...
