La crisi dell'Eurozona ha fatto bene alla Germania. Mentre la Grecia languiva nella più cupa recessione, Francia, Spagna e Italia erano alle prese con pesanti manovre di risanamento, la Germania si è arricchita. Nessuno quindi si stupisca se Berlino continua a chiedere ai partner europei di continuare sulla linea del rigore anche se questo significa sacrificare la crescita. Più gli altri Paesi si indebitano e si impoveriscono e più la Germania prospera. Il Paese del Cancelliere Angela Merkel non solo ha risparmiato sul debito girando il conto del suo sviluppo all’Eurozona ma ha anche rimesso a posto i conti riducendo l’indebitamento senza fare quei sacrifici che invece ha chiesto ai partner europei. A fare i conti di questa situazione paradossale è proprio un giornale tedesco, lo Spiegel. L’autorevole settimanale ha reso noti i dati del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (Cdu), a seguito di un'interpellanza formulata dal deputato socialdemocratico Joachim Poss. La speculazione scatenata dalla crisi dell’Eurozona a fatto salire i rendimenti sui titoli del debito sovrano di Paesi, quali Italia e Spagna e in misura minore la Francia, con un forte disavanzo o alto debito pubblico. Si è quindi allargata la forbice, lo spread, tra i tassi dei titoli del debito di tali Paesi e quelli corrispondenti tedeschi. Le turbolenze nei mercati del debito europeo hanno di fatto aumentato la domanda degli investitori per i titoli tedeschi, considerati particolarmente sicuri. Quindi mentre crescevano gli interessi sul debito pagati da Spagna e Italia, scendevano gli interessi pagati dalla Germania. Risultato: i tassi dei Bund, i decennali tedeschi, sono precipitati. E questo ha permesso alla Germania di risparmiare, dal 2010, ben 40 miliardi di euro di interessi. Tutti soldi che Berlino ha potuto utilizzare a favore della crescita. Il settimanale spiega che in media il tasso di interesse sulle nuove emissioni di bond è diminuito di quasi l'1% a causa della forte domanda sul mercato. Il risparmio sugli interessi e le forti entrate fiscali hanno anche permesso a Schaeuble di ridurre di 73 miliardi di euro l'indebitamento previsto dello Stato tra il 2010 ed il 2012. L’effetto di questa situazione vantaggiosa si fa sentire anche sul pil. I dati di Eurostat sul secondo trimestre indicano che il vento della ripresa comincia a farsi sentire in Europa e a fare da traino è, non un caso, la Germania. Non si arresta infatti la serie positiva fatta registrare della Germania, che cresce nel secondo trimestre dello 0,7% grazie ai consumi nel privato e negli investimenti nel settore costruzioni già annunciato dal ministro del Tesoro e dalla Bundesbank. Basta guardare anche alle esportazioni che vanno a gonfie vele. Mentre in Italia il rapporto fra export e Pil è pari al 30,2%, in Germania vale il 51%.
La crisi della Ue fa bene alla Germania
Risparmiati 40 miliardi di interessi Indebitamento sceso di 73 miliardi
