Politica

Giustizia per grazia ricevuta

di Francesco DamatoSi fa presto a dire, per deriderla se fosse concessa a Silvio Berlusconi, che "la grazia sostituisce alla violenza della pena l’energia della compassione". Parole di Francesco...

Si fa presto a dire, per deriderla se fosse concessa a Silvio Berlusconi, che "la grazia sostituisce alla violenza della pena l’energia della compassione". Parole di Francesco Merlo su Repubblica. Come se fosse stata davvero compassionevole, e non riparatrice di situazioni considerate ingiuste, o dettata da criteri squisitamente politici, la clemenza applicata nel 2005 da Carlo Azeglio Ciampi e nel 2012 da Giorgio Napolitano, rispettivamente, ai giornalisti Lino Jannuzzi, allora anche senatore di Forza Italia, e Alessandro Sallusti. O, per andare più indietro negli anni ed entrare in un campo ancora più minato, la grazia concessa nel 1965 da Giuseppe Saragat al pur latitante ex parlamentare comunista Francesco Moranino. Che già nel 1958, sempre da latitante, rifugiato a Praga, aveva ottenuto da Giovanni Gronchi la commutazione dell'ergastolo in una pena di dieci anni per sette omicidi compiuti nel 1944 all'ombra della lotta partigiana. All'ombra, perché la magistratura con sentenza definitiva del 1957 aveva considerato circostanze e motivazioni di quei delitti estranee alle finalità della lotta partigiana, non coperti perciò dall'amnistia promossa nel 1946 dal leader comunista e allora ministro della Giustizia Palmiro Togliatti. Che aveva chiuso i dolorosi conti con la guerra civile svoltasi durante l'occupazione nazifascista. Gronchi prima ma soprattutto Saragat poi, restituendo a Moranino le condizioni per essere eletto nel 1968 senatore nelle liste del Pci, accreditarono di fatto le proteste contro la condanna sollevate dalla sinistra. Che aveva sempre creduto non alla magistratura ma a Moranino nella rappresentazione della strage da lui compiuta - la strage detta "della missione Strassera"- come di un’azione di guerra condotta contro compagni di lotta sospettati di collusione con il nemico. Non si venga quindi a sostenere adesso che sarebbe chissà quale inedito attentato alla Costituzione, meritevole d’impeachment del capo dello Stato, un intervento del Quirinale a favore di Berlusconi, condannato non per strage ma per frode fiscale. segue a pagina 2

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