Politica

Aereo pro Berlusconi a Marina di Pietrasanta

Tra i bagnanti la fedelissima del Cav Daniela Santanchè. Bossi a Pontida avverte: Silvio non è finito. Tra Marina e Tosi? Scelgo Marina>. Grillo dal blog torna a chiedere le dimissioni di Napolitano e il ritorno alle urne

Turisti con gli occhi all’insù ai bagni Twiga di Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove è comparso un aereo con striscioni in sostegno di Berlusconi. «Forza Italia, forza Silvio», è la scritta che sventolava in cielo, mentre la spiaggia era affollata in occasione del party di Ferragosto. Tra i bagnanti anche la fedelissima del Cavaliere, Daniela Santanché, che ha ripreso con l’iPad il passaggio del velivolo. Da Pontida intanto torna a parlare il Senatùr. ha detto Umberto Bossi che tra Tosi e Marina non ha dubbi: . Mentre il centrodestra s'interroga sul futuro, il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo ha infatti affidato al suo blog un lungo post in cui lascia scarsi margini: «Napolitano, il garante dello status quo, si dimetta, si elegga un nuovo presidente della Repubblica e si vada alle elezioni. Cambiare si può. Siamo a Ferragosto - si legge nel post di Grillo-. Il sole brilla, ma il cielo ci appare plumbeo, grigio, spento come nei pomeriggi di smog d’inverno in città. Cambiare si può. Siamo dentro un incubo, ma dagli incubi ci si sveglia al mattino. Dopo la notte arriva sempre l'alba, Queste maschere di cartone che popolano la nostra vita sono destinate a sbiadirsi, a scomparire persino nel ricordo. «Berlusconi chi? Letta chi? Finocchiaro chi? Brunetta chi?» ci chiederemo tra pochi anni. Cambiare si può. Costruire una nuova Italia solidale, una comunità di persone senza privilegi si può. Un luogo dove i diritti civili valgono per tutti, indistintamente. Nessuno rimarrà indietro. Un reddito di cittadinanza e il diritto a un tetto saranno garantiti per legge. Utopie? Cosa sarebbe la nostra vita senza utopie che possono realizzarsi? Nel film "Ricomincio da capo" - prosegue il fondatore del M5S - il protagonista era condannato a rivivere sempre la stessa giornata, così succede agli italiani. Sempre gli stessi nomi, le stesse 'emergenze nazionalì, gli stessi problemi irrisolti da vent'anni. Ci hanno fatto credere che non esistono alternative, ma cambiare si può. Questa lunga agonia non è più tollerabile».

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