Politica

E De Magistris a Napoli pedonalizzò subito il lungomare di via Caracciolo

Ha quasi due anni di «vantaggio» rispetto al sindaco di Roma, Ignazio Marino, ma il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris è già in qualche modo precursore di idee e progetti della politica...

Ha quasi due anni di «vantaggio» rispetto al sindaco di Roma, Ignazio Marino, ma il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris è già in qualche modo precursore di idee e progetti della politica di centrosinistra anche nella Capitale. Tra i primi atti del sindaco partenopeo, eletto da maggio 2011, la pedonalizzazione di un tratto del lungomare di via Caracciolo. Un’operazione che ha causato proteste talmente infuocate da guadagnarsi l’onore delle cronache nazionali. A nulla però è valsa la serrata dei commercianti - a Roma si terrà a settembre - dei residenti, degli albergatori. E, soprattutto degli automobilisti napoletani privati di una delle pochissime arterie di attraversamento della città. Il gradimento dei turisti tuttavia è alto. Una magra consolazione per chi a Napoli ci vive 365 giorni l’anno e non due giorni. Tanto che lo spirito di pulcinella ha già ribattezzato il lungomare di via Caracciolo, il lungomare «desertificato» in risposta al «liberato» di De Magistris. Al di là poi delle indagini sulla Coppa America e il drammatico incendio, doloso, della Città della Scienza, delle sorti del sindaco di Napoli si perde traccia. Una novità però potrebbe esserci presto. Sul progetto di restyling del lungomare di via Caracciolo almeno l’università Federico II, da dove nasce lo studio, avrebbe aperto alla possibilità di un referendum telematico sull’argomento. In questo i ruoli si sono invertiti. Marino a Roma lo ha fatto quattro giorni prima della chiusura dei Fori. Un referendum vero - in entrambe le città - tuttavia trasformerebbe la «nuova leva» dei primi cittadini «irregolari», come appunto Marino, De Magistris, e perché no Pisapia a Milano, da sindaci dei «turisti» a sindaci dei cittadini. Questa sì che sarebbe una svolta coerente con quanto lasciato immaginare nelle tre campagne elettorali: lontani dai partiti, vicini alla gente.

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