Politica

Renzi: «Mi ricandido a sindaco»

Dopo Vendola, i partigiani. Matteo Renzi continua nel suo tentativo di strizzare sempre più l’occhio alla sinistra per marcare la personale distanza dal governo delle larghe intese. Proprio in quest’...

Dopo Vendola, i partigiani. Matteo Renzi continua nel suo tentativo di strizzare sempre più l’occhio alla sinistra per marcare la personale distanza dal governo delle larghe intese. Proprio in quest’ottica è stato significativo l’intervento del sindaco di Firenze nell’anniversario della liberazione della città. «I partigiani ebbero la forza di mettersi in gioco», pensando a quel periodo «l’idea di fondo che mi è rimasta è che quella generazione là, quando ha avuto bisogno di mettersi in gioco, si è tirata su le maniche e ha mandato in pensione, ha rottamato è la parola, purtroppo». «Rispetto umano e pietas per tutti i morti - ha continuato il sindaco - ma c’è chi è morto dalla parte giusta e chi è morto dalla parte sbagliata. Ogni tentativo di revisionismo va respinto al mittente». Parole tantopiù significative se si pensa a quanto accadde due anni fa, quando Renzi si scontrò duramente con l’Anci perché aveva chiamato ad officiare, nella stessa occasione, il cardinale Silvano Piovanelli, dopo 66 oratori, laici e per lo più partigiani. Stavolta invece il sindaco strizza l’occhio a quella parte di Pd che si colloca più a sinistra. Una chiara manovra di riposizionamento nel partito in vista del congresso, che fa prendere poco sul serio il sindaco quando sostiene che è «molto probabile» la sua ricandidatura al Comune di Firenze. «Se dovessi scommettere 10 euro li scommetterei. Anche 50 - spiega - anche perché è evidente che per completare il percorso servono due giri». E a chi gli chiede se Firenze potrebbe avere un sindaco donna, risponde: «Il sindaco vorrei rifarlo io. E non andrò a Casablanca».

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