«In questo momento sto finendo di correre, mi chiami cortesemente tra mezz'ora». Avvezza alla battaglia politica, icona dei falchi berlusconiani per la stampa, Daniela Santanchè non si ferma mai. Neppure di domenica, e corre. Passata una mezz'ora la corsa (a piedi) è finita, quella politica no. Il momento è difficile e la nostra intervista all'onorevole Santanchè comincia dalle parole dette a Baku dal presidente del Consiglio Enrico Letta. Parole nette su Berlusconi, Imu e Governo. Dall'Azerbaijan ad una domanda «sull'agibilità politica» di Berlusconi e sul diktat emanato dal Popolo della libertà che minaccerebbe la crisi, il premier Letta ha risposto che «Il governo è impegnato ad affrontare i problemi degli italiani» e nulla lo «distoglierà da questo». Dunque onorevole Santanchè l’agibilità politica del Cavaliere non è un problema per questo Governo? O Letta si sbaglia? «L'agibilità politica di Silvio Berlusconi è un problema di tutti ed è un problema della nostra democrazia. Mi spiace che il premier Enrico Letta abbia risposto in questo modo. Anche lui dovrebbe avere a cuore le regole democratiche e dovrebbe avere ben presente che quella verso Silvio Berlusconi è stata una sentenza politica ed ideologica. Dovrebbe comprenderlo almeno dopo le dichiarazioni rilasciate dal giudice Antonio Esposito in un'intervista a Il Mattino che fanno capire il pregiudizio che aveva già formato il giudizio». Enrico Letta, sempre da Baku, ha anche detto che «per riformare l'Imu c’è bisogno di un governo e di un Parlamento, che gli impegni presi saranno mantenuti, ma senza un governo quegli impegni non potranno avere seguito e gli italiani pagheranno l'Imu di settembre e di dicembre». Come risponde? «Io sono rimasta alla Costituzione che recita che in Italia deve essere il popolo sovrano a decidere e scegliere. L'unica soluzione quindi è di tornare al voto, al fondamento democratico per cui il popolo detiene la sovranità. Ed io non voglio, non vorrei mai che qualcuno si arrogasse il diritto di scegliere per o al posto del popolo. Sa in questo paese diventa sovrano chi non è eletto. Prenda i magistrati, sono funzionari dello Stato che vincono un concorso ma non sono eletti. Eppure stanno decidendo le sorti politiche dell'Italia. E poi...». Dica. «Letta non si metta a fare giochi di parole all'estero dove già faticano a comprendere i nostri controsensi politici. La cancellazione dell'Imu è una conditio sine qua non per la durata e la tenuta di questa eccentrica maggioranza. Fingere che quasi 10 milioni di italiani che rimangono senza rappresentanza politica non sia un problema del Paese, significa avere gli occhi bendati. Stia attento Letta a non andare a sbattere». Onorevole Santanchè come risponde a chi, in caso di caduta del Governo, sta già facendo i conti di quante tasse in più si troverebbero a pagare gli italiani e dei costi in termini economici che porterebbe una nuova instabilità politica? «Rispondo che sono specialisti del ricatto. Gli Italiani non possono andare avanti sulla formula del ricatto. Gli ultimi due governi sono nati sul ricatto. Il primo è nato sul ricatto dello spread, il secondo è nato sul ricatto di un'alleanza con i grillini. Tutti noi oggi diciamo no ai ricatti, basta! Non ne possiamo più di subire ricatti politici. Ma soprattutto non ne possono più gli italiani che vogliono decidere loro chi debba governarli». Lei ha detto subito che sarebbe favorevole ad un impegno in politica di Marina Berlusconi. La figlia del Cavaliere non pare, per adesso, intenzionata. Lei è ancora per Marina leader? Possibile che nel Pdl non ci sia nessuno in grado di sostituire Silvio? «Non c'è nessuno che si chiama Berlusconi. Su Marina le dico ciò che ho detto in altre occasioni: è una donna in gamba e molto intelligente. Poi veda, Berlusconi in questo Paese ha una storia, un percorso. E questo significa molto. Per molti italiani. Come i Bush, i Kennedy, le dinastie americane della politica che hanno fatto la storia del loro Paese. Io voglio una dinastia Berlusconi in Italia, per il bene del Paese». Non teme che, essendo l'Italia assai diversa dagli Stati Uniti, da noi le dinastie non funzionino? Il figlio di Bossi, il figlio di Di Pietro, non sono politicamente mai stati al livello dei padri. «Io amo gli Stati Uniti e la democrazia americana. Per cui dico: ben vengano anche in Italia le dinastie. E poi sa, geni in panchina non ne vedo». Quando comincerà la grande campagna del ritorno alle origini, a Forza Italia, allo spirito del 1994 e della discesa in campo di Berlusconi? «Ci siamo. Da domani un sacco di 6 per 3 compariranno a centinaia in tutte le nostre città con la scritta "Ancora in campo" e la fotografia di Silvio Berlusconi». Si parla anche di un tour di Silvio Berlusconi in giro per l'Italia, per incontrare il suo popolo. Ci sarà? «Ancora non si è deciso ma io mi auguro che ci sia un tour di Berlusconi in giro per l'Italia e mi batterò perché si faccia». Che consiglio vuol dare ad Enrico Letta? «Glielo abbiamo già dato, all'inizio dell'intervista. Comunque il mio consiglio è di un governo che non nasca sui ricatti e non faccia veti incrociati». Una previsione: quanto dura il Governo Letta? «Per me questo Governo è finito. È finito perché non fa azione di governo ma rimanda tutto. La sua azione di Governo è già finita». L'hanno soprannominata pitonessa. Ma lei, un soprannome per Daniela Santanchè ce l'ha? «No. Non ce l'ho. Sa i soprannomi non è mica che te li scegli. Te li danno».
«Il governo del rinvio è finito E Letta non faccia ricatti»
Massimiliano Lenzi «In questo momento sto finendo di correre, mi chiami cortesemente tra mezz'ora». Avvezza alla battaglia politica, icona dei falchi berlusconiani per la stampa, Daniela Santanchè...
