Politica

Monti: no all'abolizione dell'Imu

L'ex premier sul sito di Scelta Civica: "Se una crisi di governo portasse ad elezioni anticipate le macerie seppellirebbero tutti"

«Un'interruzione dell'opera del Governo Letta - impegnato a proseguire le riforme strutturali e a sostenere l'economia con specifici provvedimenti ora resi possibili dagli sforzi precedenti - recherebbe danni particolarmente gravi alla situazione economica e sociale del Paese, oltre che seri rischi per l'Eurozona». Lo scrive il leader di Scelta Civica, Mario Monti, in un editoriale pubblicato sul sito del partito. «Se poi una crisi di governo dovesse portare ad elezioni anticipate - prosegue Monti -, il cumulo di macerie seppellirebbe in ugual misura vincitori, sconfitti e tutti i cittadini, compresi quelli ai quali si vorrebbe fra credere che si è arrivati alla rottura per tener fede alla promessa di liberarli dall'IMU». «Scelta Civica si opporrebbe, come altri, a richieste eccessive del Pdl in materia di Imu, non coerenti né con la situazione economico-finanziaria del Paese, né con gli impegni del governo e della maggioranza», continua  Monti. «Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato nei giorni scorsi un'analisi sulla tassazione della casa che aiuterà a compiere una scelta politica ragionevole. Nessuno potrà trincerarsi dietro asserzioni apodittiche e venate di prepotenza», sottolinea tra l'altro l'ex premier che richiama come punto di riferimento le dichiarazioni del premier Letta nel suo discorso di fiducia in Parlamento. «È difficile dedurre da questo testo che il governo sia impegnato all'abolizione della tassazione sulla prima casa. È invece chiara l'indicazione di due priorità: del lavoro rispetto alla casa; e del favore alle famiglie meno abbienti, rispetto a quelle più abbienti -spiega Monti-. Su questo testo il governo e la maggioranza sono impegnati. Ogni altro elemento può aver fatto parte di promesse elettorali di questo o quel partito, ma non può impegnare il governo».   «In una fase nella quale, se non si commettono grossi errori (come una crisi di governo o un ritorno all'indisciplina di bilancio), l'economia manifesta una tendenza alla graduale ripresa, mentre l'occupazione è destinata a soffrire ancora, sembra certo sensato provvedere a quanto il governo si è impegnato a fare in materia di IMU. Ma ogni risorsa eventualmente disponibile deve essere dedicata prioritariamente alla riduzione del cuneo fiscale, per rilanciare la competitività e l'occupazione nell'insieme dell'economia», scrive il leader di Scelta Civica. «Se, così facendo, il PdL dovesse sentirsi non appagato (rispetto alle promesse che ha fatto agli elettori, non certo rispetto agli impegni del governo), potrebbe cercare un'affermazione politica su una linea liberale e riformista, che contribuirebbe alla crescita della produzione e dell'occupazione - prosegue -. Potrebbe cioè chiedere con forza che, nel Patto di coalizione da stipularsi, figurino chiari obiettivi e precisi strumenti per rendere più moderno il mercato del lavoro e per non diluire il contenuto della riforma delle pensioni del dicembre 2011. Scelta Civica ha già manifestato questi intendimenti e appoggerebbe una simile posizione del PdL, anche di fronte a resistenze del Pd. Per le ragioni sopra indicate, Scelta Civica si opporrebbe invece, come altri, a richieste eccessive del PdL in materia di IMU, non coerenti nè con la situazione economico-finanziaria del Paese, nè con gli impegni del governo e della maggioranza».   «Da gennaio 2013, ormai per sei mesi consecutivi, la tendenza alla crescita accelera in Italia mentre si è stabilizzata nell'insieme dell'Eurozona». Lo spiega Mario Monti, in un editoriale sul sito di Scelta civica in cui cita i recenti dati Ocse sulla nostra economia. «Il punto di svolta verso l'alto della produzione effettiva dovrebbe essere vicino, come il governo e la Banca d'Italia hanno segnalato in questi giorni -sottolinea Monti-. (Chissà se un giorno se ne convincerà anche quella personalità di vertice del mondo imprenditoriale che, ancora il 10 giugno, giudicava la politica economica introdotta nel novembre 2011 come un esercizio di 'austerità fine a se stessà)», ma «purtroppo tutti gli osservatori convengono che occorrerà ancora parecchio tempo prima che la svolta positiva si manifesti anche per l'occupazione». Per Monti, «per consolidare la ripresa produttiva ed estenderla all'occupazione, soprattutto giovanile, è necessario non deflettere dalla disciplina di bilancio e intensificare risolutamente le riforme strutturali». L'ex premier, comunque, parla di una fase «promettente, ma di grande fragilità».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.