Enrico Letta incassa il via libera della Camera al decreto del fare, approvato a larga maggioranza, manda segnali di ottimismo sulla stabilità del governo e individua nei problemi dell'occupazione la sfida, per non dire la minaccia, che l'esecutivo dovrà affrontare a ottobre. Quasi un voler esorcizzare le tensioni politiche dell'ultima settimana, quello del presidente del Consiglio. Il quale promette: «Entro la fine di agosto dobbiamo per forza presentare soluzioni rispetto a questioni come quella della tassazione della prima casa». Come dire: il ministro Saccomanni ha dato molte possibilità tra cui scegliere, ora se ne scelga una e la si smetta di polemizzare. Infatti, se la questione certamente è difficile, adesso è il momento di discutere e di decidere sul lavoro di sintesi fatto dal ministro dell’Economia. Anche perché, per l'appunto, settembre e ottobre vedranno una ripresa segnata da alcuni indici di miglioramento dello stato dell'economia, ma anche da una possibile resa dei conti sui problemi dell'occupazione. Tenta dunque di mediare, Letta. Di evitare che sull’Imu si consumi uno strappo insanabile per il suo governo. La cancellazione della tassa sulla prima casa, del resto, è diventata la bandiera del Pdl, che non ha alcuna intenzione di arretrare. Dopo le parole di Silvio Berlusconi e le critiche che sono arrivate dal Pd, il muro contro muro è davvero a un passo. Letta, dunque, tenta di superare le tensioni. Poi guarda allo scenario, che sembra autorizzare un lieve ottimismo. È vero che «ci sono segnali di crescita», ma, ammette Letta, «c’è anche un clima sociale molto faticoso e pieno di difficoltà». Il premier non lo dice esplicitamente, ma la sfida è questa: chi ha mai il coraggio di aprire una crisi di governo in una situazione del genere? Si comprometterebbe la ripresa, si condannerebbero intere famiglie ad un'invernata di gelate. Forse anche per questo Letta, pur senza citare le fibrillazioni recenti, si lascia scappare un «il governo è più saldo di quanto non sostengano i nostri detrattori». Insomma, questa maggioranza e questo governo restano l'unico mondo possibile, e se qualcuno tira troppo la corda ci si ricordi che il premier non è disposto a restare al suo posto pagando qualsiasi tipo di biglietto. «Il governo si è impegnato a fare la riforma della tassazione degli immobili e al suo interno l’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli non ci sarà più», ha ribattuto comunque Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera. Più esplicito ancora Fabrizio Cicchitto: «Quella di Saccomanni è una linea dissennata», parole che lasciano intendere come la questione sia ancora aperta e che il dibattito nella maggioranza sia ancora acceso. La settimana prossima sette giorni di tregua: è Ferragosto. Subito dopo si riaprirà il dibattito. Anche perché nelle settimane successive si avranno nuovi capitoli nella vicenda delle inchieste giudiziarie di Silvio Berlusconi, a cominciare dall'esame della Giunta per le autorizzazioni del Senato.
Letta media: «Soluzione ad agosto»
PremierFrena le proteste e assicura l’impegno del governo Poi avverte: «Segnali positivi ma il clima sociale è molto faticoso»
