Politica

Esposito contro il Giornale: "Su di me articoli diffamatori"

Il presidente della sezione feriale della Cassazione che ha emesso la sentenza sulla vicenda dei diritti tv Mediaset ha annunciato che querelerà il quotidiano

"Gravemente diffamatorio, come sarà accertato nelle competenti sedi giudiziarie". Così Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione che ha emesso la sentenza sulla vicenda dei diritti tv Mediaset, definisce l'articolo (intitolato "Gli altarini del giudice") con cui il quotidiano Il Giornale ricostruiva ieri gli elementi di un procedimento disciplinare a suo carico.   Esposito rileva "l'assoluta infondatezza, pretestuosità e strumentalizzazione degli episodi riferiti, poiché su tali fatti ebbe a pronunciarsi, con una penetrante motivazione, la sezione disciplinare del Consiglio superiore" che il 2 ottobre 98 lo assolse "dalla incolpazione contestata per essere risultati esclusi gli addebiti".   Tre le accuse evocate dal quotidiano: scelta dei casi mediatici "per spirito di protagonismo", uso dei messi comunali come autisti dei familiari, retribuzione per la gestione della sua scuola. Nel primo caso, ricorda Esposito, il Consigio superiore parla di "doverosa assunzione di responsabilita' da parte del dirigente di un ufficio giudiziario in assenza di un collega", non certo di "una disdicevole forma di protagonismo di cui manca qualsiasi prova". Nel secondo la sezione disciplinare statuisce che "l'incolpazione non sussiste" (il messo comunale fungeva in realta' da autista ad un vice pretore onorario). Nel terzo, il Csm ha riconosciuto che "il magistrato svolgeva esclusivamente attivita' di insegnamento, non si occupava in alcun modo direttamente o tramite la moglie dei profili gestionali dell'Istituto, non ha mai fatto parte del cda": l'incarico svolto era autorizzato ed "espletato gratuitamente". Esposito giudica "chiaramente diffamatorio" anche l'articolo apparso, sempre sul Giornale, stamattina ("il magistrato inchiodato pure alla Camera"): viene "omesso un significativo particolare - denuncia Esposito - e cioe' che l'nchiesta apertasi a seguito di due interrogazioni parlamentari venne archiviata, addirittura in istruttoria, nel maggio del 1981 dal Csm".

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