Il blocco della contrattazione degli stipendi del pubblico impiego viene prorogato anche nel 2014. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri che ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. L’adozione del regolamento, «si rende necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica». Sussistono infatti «condizioni di eccezionalità tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso parere favorevole sul provvedimento». In particolare vengono prorogati: il blocco dei trattamenti economici individuali; la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e l'individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali; il limite massimo e la riduzione dell'ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale; i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico. Se nulla si muove dunque dal punto di vista della cifra che i dipendenti pubblici troveranno in busta paga una novità che fa li fa ben sperare è arrivata ieri. «A settembre, dopo cinque anni, riprenderà la discussione per il rinnovo della parte normativa dei contratti del pubblico impiego» ha annunciato il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D'Alia. Anche lui ha confermato quindi che solo dal 2015 si inizierà a parlare anche del rinnovo della parte economica. «La decisione del Cdm di oggi (ieri ndr) - ha spiegato il ministro D’Alia - ci consente già da settembre di aprire i tavoli con le organizzazioni sindacali per i rinnovi contrattuali, anche se riguarda solo la parte normativa e non quella economica, e ci mette nella condizione di riprendere un circuito virtuoso con i sindacati, che in questi anni era stato abbandonato ed era stata una delle cause della demotivazione del personale pubblico». In un rapporto dell’Aran presentato ieri è stato spiegato che la busta paga è stata tagliata dell’1,3% nel biennio 2011-2012. I risparmi legati al blocco del turn over, nello stesso periodo, ammontano a 6,6 mld. Inoltre il blocco del turn-over ha fatto sì che la metà degli statali abbia più di 50 anni.
Stipendi degli statali ancora bloccati per tutto il 2014
Il blocco della contrattazione degli stipendi del pubblico impiego viene prorogato anche nel 2014. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri che ha approvato in esame definitivo, a seguito del...
