Oltre alla violenza di genere, che rappresenta il «cuore» del provvedimento, il decreto sulla sicurezza si occupa anche di altri ambiti. La seconda linea direttrice del decreto si occupa di misure urgenti volte a innalzare il livello di sicurezza e così si è provveduto a varare norme che: accelerano la realizzazione degli interventi per il «PON (programma operativo nazionale) Sicurezza»; sblocca risorse per finanziare il pagamento degli straordinari a poliziotti e carabinieri; recupera risorse per lo svolgimento dei servizi di Polizia stradale; recupera 231 milioni di euro alle casse del Ministero dell’Interno. Si è provveduto poi a varare una norma che consente di utilizzare ancora per tre anni lo strumento dell’arresto differito di violenti in occasione di manifestazioni sportive. Una norma che, finora, non solo ha diminuito gli eventi in cui vi sono state vittime di tali fenomeni (-29,3%) ma ha visto anche un significativo incremento del numero degli autori di episodi di violenza denunciati (+44%) e arrestati (+30%). Per quanto riguarda il contrasto alle rapine, si è stabilito di inasprire le pene se il fatto è commesso: a danno di persone ultrasessantacinquenni; in presenza di un minore; oltre che in abitazione, anche negli altri luoghi di cosiddetta «minorata difesa». Nuove norme anche per quanto riguarda una maggiore flessibilità dell’impiego del contingente di 1.250 appartenenti alle Forze armate nel controllo del territorio stabilendo che questo possa essere impiegato anche per compiti diversi dai servizi di perlustrazione e pattugliamento. Pene più severe anche per quanto riguarda le manifestazioni delittuose come, il furto di componenti metalliche e di altri materiali pregiati (ad esempio in rame) sottratti a impianti e infrastrutture designati all’erogazione di energia elettrica e di altri servizi pubblici tra cui quello di trasporto e telecomunicazioni. Inasprite le pene anche per il delitto di ricettazione se il fatto si riferisce a denaro o cose provenienti da rapina aggravata, estorsione. Infine il Cdm ha provveduto a rendere più efficace il contrasto al fenomeno del cosiddetto furto di identità digitale, attraverso il quale vengono commesse frodi informatiche. In questi casi viene previsto un innalzamento della pena e la procedibilità d’ufficio. Il decreto interviene anche su alcuni aspetti riguardanti la Protezione civile, da un lato ampliando il periodo dello stato di emergenza (pari a 180 giorni prorogabili per ulteriori 180), dall’altro specificando natura e tipologia degli interventi realizzabili. Quanto a questi ultimie, oltre agli interventi di primo soccorso e di ripristino della funzionalità di infrastrutture e servizi, si prevede un apposito fondo emergenze con cui si possa far fronte al primo ristoro dei danni subiti dalle attività economiche e produttive.
Reati da stadio: prorogata di altri tre anni la flagranza differita
Oltre alla violenza di genere, che rappresenta il «cuore» del provvedimento, il decreto sulla sicurezza si occupa anche di altri ambiti. La seconda linea direttrice del decreto si occupa di misure...
