Caro o meglio odiato maschio violento, per te non c’è più scampo. Hai finito di alzare quelle tue mani pesanti incapaci di fare una carezza per scaricare schiaffi e pugni sul volto e sul corpo di una donna. Hai finito di lasciare ferite profonde e invisibili nell'anima e nella testa di bambini innocenti costretti a sentire e a vedere scene di ordinaria violenza. A mettere fine al tuo comportamento bestiale ha pensato il governo che ha deciso di proteggere le donne considerate "soggetto debole". Una classificazione che non ci piace ma che ci ritroviamo appiccicata per colpa tua, uomo che non vorremmo mai incontrare e dal quale spesso non riusciamo a staccarci, ma tant’è: nel civilissimo e modernissimo tuo millennio siamo costrette a ricorrere a una legge per non restare sfigurate da calci e pugni, per decidere e scegliere di dire «basta, meglio la solitudine che un animale accanto». È allora ci piace quando il premier Letta dice: «C’era bisogno di un segno fortissimo, ma anche di un cambiamento radicale», al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto per la lotta al femminicidio. Siamo orgogliose con lui per un atto culturale, oltre ogni paternità politica. Difendere le donne con una legge significa dare un segnale molto forte. E non è strano che un Parlamento dei nostri giorni debba esprimersi contro la violenza sulle donne perché i numeri sono impressionanti e sembrano inarrestabili: una violenza ogni due giorni, un fenomeno tricolore di cui vorremmo veramente fare a meno. Ma purtroppo quando un uomo smette di amare la sua donna, quando viene abbandonato dalla sua amante e come se perdesse una sua "proprietà" e allora meglio eliminarla che lasciarla vivere, bene o male. Quello che troppo spesso si dimentica e che le vittime non sono soltanto le mogli, le fidanzate, le madri ammazzate di botte o uccise barbaramente, ma i figli, spesso ancora piccoli che assistono alla violenza quotidiana che resterà nel loro cuore e nel loro cervello rubandogli l'infanzia. Se il femminicidio e un problema sociale più che una semplice violenza di genere ci piace che il governo del fare abbia centrato un obiettivo culturale. Ci sono altre cose che gli italiani aspettano e sarebbe meglio portare a termine più che mettere in crisi quell’unità d’intenti dettata dall’emergenza, dalla necessità...
Lo stalker all’angolo
di Sarina BiraghiCaro o meglio odiato maschio violento, per te non c’è più scampo. Hai finito di alzare quelle tue mani pesanti incapaci di fare una carezza per scaricare schiaffi e pugni sul volto...