Politica

Sì al bilancio Risparmi per 50 milioni

«L'ufficio di presidenza della Camera ha approvato il conto consuntivo per il 2012, il bilancio di previsione per il 2013 e la richiesta di dotazione per l'anno 2016, da formulare al ministero dell'Ec...

«L'ufficio di presidenza della Camera ha approvato il conto consuntivo per il 2012, il bilancio di previsione per il 2013 e la richiesta di dotazione per l'anno 2016, da formulare al ministero dell'Economia, che conferma la riduzione di 50 milioni già deliberata per il 2014 e il 2015». In particolare l'ufficio di Presidenza ha deliberato «di prorogare al 2016 la riduzione di 50 milioni di euro della dotazione della Camera rispetto al suo ammontare nel 2012, decisione assunta dall'ufficio di Presidenza lo scorso anno con riferimento al periodo 2013-2015; ciò comporta un minor onere per il bilancio dello Stato - dal 2013 al 2016 - pari a 200 milioni di euro complessivi». La spesa per i deputati in carica segna una riduzione del 9,10 per cento rispetto all'esercizio 2012. Considerando il periodo 2008 al 2015, si legge nella nota, la spesa si riduce di 20,7 milioni, pari al 12,3 per cento. Il «peso» della spesa per i deputati sulla spesa complessiva della Camera registra inoltre un costante decremento, passando dal 15,63 per cento del 2008 al 13,93 per cento del 2015; tenuto conto delle riduzioni e dei mancati adeguamenti dal 2006 a oggi, l'indennità parlamentare sarebbe stata superiore del 32 per cento rispetto al livello attuale. Protesta il MoVimento 5 Stelle, che all’inizio della legislatura ha presentato un piano per risparmiare 40 milioni di euro. «Una forbicina spuntata quella dell'Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati», attaccano i deputati del M5S che accusano l'organismo di aver «comunicato ai quattro venti la decisione di tagliare indistintamente di 50 milioni di euro il bilancio, senza indicare su quali capitoli di spesa intervenire ma, naturalmente, escludendo quelli per i parlamentari che restano pressoché intatti». Il MoVimento 5 Stelle ribadisce di aver chiesto «tagli più corposi del semplice 1,81 per cento, al 2015 rispetto al 2008, su un bilancio di quasi un miliardo di euro in cui perdurano sacche di spreco come i 103 mila euro per le consulenze di aspetti artistici e architettonici o i 6 milioni e 200 mila euro spesi in consulenze, solo per fare qualche esempio».

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