È un Matteo Renzi in gran forma quello che si presenta sul palco della Festa di Bosco Albergati (Castelfranco Emilia, Modena). Non potrebbe essere altrimenti visto il silenzio stampa che si è autoimposto in queste settimane. Un silenzio che gli è servito per riflettere, ma anche per correggere gli errori di una campagna che gli si stava rivoltando contro. Il sindaco di Firenze ha capito in tempo che stava perdendo colpi, che stava macchiando l'immagine del ragazzo fuori dai giochi di potere pronto a battersi per rompere lo status quo. Quindi ha deciso di fermarsi, di dedicarsi a tempo pieno alla sua città, e di ripartire più deciso che mai. Lo ha dimostrato questo pomeriggio indicando chiaramente qual è la sua idea di Pd e di partito. E incalzando il premier Enrico Letta. "Al posto di Imu e Iva - ha spiegato -, il Pd deve parlare di come faremo pagare le tasse a chi non le paga e, in secondo luogo, che l'Europa non dev'essere più sinonimo di paura ma di speranza. Il Partito democratico deve essere altro da quello che è stato in questi 20 anni: il nemico non più più essere il collante per stare insieme. Bisogna tornare alla politica, ma non con questi politici". Insomma, parafrasando Luciano Ligabue, ora "è tempo per noi". Per convincere i presenti Renzi ha illustrato una bozza di programma fondata su 5 "E": educazione, energia, equità, Europa ed entusiasmo. Ma soprattutto ha chiuso definitivamente il ventennio berlusconiano: "Capisco Bondi, Brunetta, Schifani che sono animati da un affetto profondo e quindi fanno di tutto per salvare Berlusconi. Ma il compito del Pd è salvare l'Italia. Per questo occorre chiarire che le sentenze si rispettano e la legge è uguale per tutti. Ora occupiamoci del Paese". Poi un messaggio al premier: "Io ho smesso di parlare perché mi hanno accusato di non volere che il governo durasse. Da italiano spero che il governo faccia qualcosa di bene per l'Italia e faccio tifo per Letta. Se il governo fa quello che deve fare per me può durare fino al 2018. Se sei presidente del Consiglio, fai quello per cui sei chiamato a fare. Ma se non ci riesci, fai un passo indietro e non cercare alibi in chi sta fuori dal Parlamento". L'ultimo pensiero è per il segretario Guglielmo Epifani (domani il sindaco dovrebbe partecipare alla Direzione che affronterà il nodo delle regole del congresso): "Fissiamo la data prima possibile e cominciamo a parlare dei problemi del Paese".
Renzi incalza Letta: "Se non fa le cose non cerchi alibi"
Il sindaco di Firenze torna in pubblico dopo un periodo di silenzio. E avverte: "Ora tocca a noi"
