Politica

La Procura indaga sul palco di Silvio

Dopo la denuncia del sindaco di Roma per danneggiamento di suolo pubblico Pdl all’attacco.

Se già la notizia della denuncia alla Procura da parte del Campidoglio per «danneggiamento del suolo pubblico» del palco allestito per il comizio di Silvio Berlusconi in via del Plebiscito aveva destato non solo stupore ma scalpore, quella di ieri della procura di Roma che ha aperto un’inchiesta sul caso lascia attoniti. Se non altro perché con le centinaia di manifestazioni che ogni anno interessano la Capitale, festa dell’Unità e concertone del primo maggio in primis, mai nessun sindaco si era spinto a tanto. Una questione squisitamente politica alla quale tuttavia i magistrati di piazzale Clodio hanno deciso di dare seguito. Sul tavolo del procuratore aggiunto di Roma, Pierfilippo Laviani, è giunta l’informativa della polizia di Roma Capitale nella quale si contestano irregolarità per l’allestimento del palco nei pressi dell’ingresso di palazzo Grazioli. In particolare si fa riferimento a due cartelloni stradali che sarebbero stati "segati" e rimossi per permettere di montare il palco dal quale, successivamente, Silvio Berlusconi ha parlato per commentare la condanna definitiva della Cassazione sul processo dei diritti tv di Mediaset. Al momento si ipotizza il reato previsto dall’articolo 635 del codice penale per il danneggiamento dei cartelloni stradali. Si tratta di un fascicolo ancora contro ignoti e solo le successive verifiche potrebbero portare all’iscrizione nel registro degli indagati degli organizzatori di cui si fa riferimento nella relazione della polizia municipale. La procura ha ora chiesto ai vigili urbani ulteriori accertamenti, e se la contestazione dovesse rimanere quella attuale non si esclude che la vicenda possa essere chiusa con una oblazione. In merito alle polemiche sulle autorizzazioni per l’allestimento del palco, queste riguarderebbero invece un ipotetico procedimento amministrativo. Una vicenda surreale che rischia tuttavia di aggiungere benzina sul fuoco in un clima politico delicato. Per tutti. Anche per il neosindaco della Capitale del Pd, Ignazio Marino che ha dato mandato ai vigili urbani di procedere all’accertamento prima e alla denuncia poi. La notizia è apparsa anche sull’home page del sito del Comune di Roma. Un atto che sa di propaganda sul quale però lo stesso Pd capitolino soffre un certo imbarazzo. Dovrà ora rendere conto di altre manifestazioni, a partire appunto dalla Festa dell’Unità per la quale non solo per anni non è stata pagata la Cosap ma che, a una settimana dalla chiusura, non si è ancora proceduto alla rimessa in ordine del parco che l’ha ospitata. Un paragone che stride non poco con il polverone sollevato dal sindaco Marino sul palco in via del Plebiscito e sul fatto che due pali della segnaletica non sarebbero stati rimontati "a regola d’arte". Per questo il Pdl continua l’attacco. «Il sindaco Marino? Ha rotto... In via del Plebiscito la segnaletica è stata ripristinata la sera stessa. Vedo che qualcuno dice che due segnali sono stati messi al contrario. Basta girarli, no? - commenta il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri - è davvero ridicolo che Marino in una giornata come quella, con una manifestazione pacifica e serena in una città che ha visto ben altro, vada a occuparsi di questo. È la tragedia di un uomo ridicolo». E non è finita. Il deputato Pdl, Fabrizio Cicchitto che domenica sera aveva dato del «cretino» a Ignazio Marino, incalza "allargando" il campo di battaglia da via del Plebiscito al Colosseo. «La pedonalizzazione della zona dei Fori Imperiali è un’operazione così controversa e impegnativa che avrebbe richiesto prima di decollare una profonda riflessione una consultazione dei cittadini e dei commercianti coinvolti nell’area degli esperti anche delle strutture organizzate presenti - afferma Chicchitto - prima bisognava riflettere e discutere, poi decidere. È stato fatto esattamente il contrario». E affonda: «Il dilettante allo sbaraglio che è il sindaco di Roma per la disgrazia di tutti, anche di quelli che lo hanno votato, prima ha deciso ma non ha mai riflettuto. Così la pedonalizzazione è partita subito con effetti disastrosi che la pregiudicano fin dal suo decollo». Incalza lapidaria poi la deputata Pdl, Daniela Santanché: «Nel paese degli sceriffi la mamma dei cretini è sempre incinta». Commenti definiti veri e propri insulti dal Campidoglio che, ovviamente, non replica. Al di là della singola vicenda tuttavia quello del sindaco Marino è un precedente sul quale la politica capitolina deve prendere le misure. Aprire un confronto costruttivo tra Pd e Pdl, al governo nazionale insieme, appare alla luce di atti che hanno il sapore di ripicche squisitamente politiche, impossibile in Aula Giulio Cesare. Dalla Capitale insomma arrivano segnali di guerra che i due maggiori partiti dovranno pur gestire.

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