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Dossier del M5S: ecco come creare i posti mancanti

Lo dicono senza troppa enfasi ma il loro piccolo dossier sulle carceri è significativo. Soprattutto perché hanno recuperato il piano preparato dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che...

Lo dicono senza troppa enfasi ma il loro piccolo dossier sulle carceri è significativo. Soprattutto perché hanno recuperato il piano preparato dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che prevede la costruzione di un solo nuovo carcere e il recupero di altri istituti. Un piano rimasto sconosciuto. Insomma, i componenti 5 Stelle della commissione Giustizia ne sono sicuri: si possono creare i posti che mancano spendendo molto meno e agendo più rapidamente. Evitando l’amnistia e anche il commissario straordinario, durante la cui amministrazione, denunciano, non sono stati utilizzati 228 milioni di euro di fondi Fas provenienti dal Cipe mentre sono state firmate alcune discutibili consulenze. Ecco i numeri: i detenuti in Italia sono, più o meno, 66 mila, i posti regolamentari 47.040. Dunque ne servirebbero almeno 19 mila. E anche in fretta, visto che l’Italia ha dieci mesi per mettersi in regola, dopo la condanna della Corte europea. Ma considerate le strutture inutilizzabili per manutenzione e ristrutturazione, il saldo sale a 25 mila posti. La Lombardia è la regione con il numero più alto di detenuti (9.159 - fabbisogno 8.574), seguita da Campania (8.333 - fabbisogno 11.171), Lazio (7.222 contro 6.022) e Sicilia (7.163 contro 7.835). La media è di 112 detenuti per ogni 100 mila abitanti contro i 96 della Francia, gli 88 della Germania, i 103 dell’Austria, i 108 del Portogallo. Molto più bassa dei 160 della Spagna, i 154 del Regno Unito, i 208 della Repubblica Ceca. La percentuale di sovraffollamento delle carceri italiane è pari al 152,8%. Dei 47.000 posti regolamentari, oltre 6.000 non sono allo stato utilizzabili per necessità di manutenzione e ristrutturazione. Quindi la necessità attuale passa da 19 mila posti a 25 mila. Il gruppo parlamentare del M5S alla Camera ricorda che è in vigore un Piano carceri che, ad oggi, ha consenganto zero posti. Se ne prevedono 4.050 entro maggio 2014 (limite imposto Ue - sentenza Torreggiani); 1.299 posti dopo maggio 2014 attraverso ristrutturazioni. In tutto, dunque, il piano prevede 5.349 posti dopo maggio 2014. A cui se ne aggiungono altri consegnati dal ministero delle Infrastrutture e dal Dap. Insieme fanno 12.210 posti regolamentari. Ma i 5 Stelle guardano altrove. Il deputato Andrea Colletti ricorda che «c’è un Piano Carceri già elaborato dal Dap che non prevede nuove carceri se non un istituto da 800 posti nell’area del napoletano-casertano (costo 40 milioni di euro). La ratio di questo programma sta nel recupero funzionale di carceri mal utilizzate, recupero di sezioni chiuse, costruzioni di nuovi padiglioni e riallocazioni di cubature». Tirando le somme, «le differenze di costi fra i diversi interventi sono attribuibili al fatto che il Dap ha già al suo interno una struttura di professionisti e specialisti». Differenze non poco rilevanti: al Commissario straordinario ogni posto costerebbe 75 mila euro, al Dap 50 mila. Perché, dunque, non invertire la rotta? Si fanno sentire anche i parlamentari Giulia Sarti, Tancredi Turco e Vittorio Ferraresi, che ricordano di aver visitato il carcere di Verona e di aver visto che invece dei tre detenuti (in celle da due) ce n’erano quattro. Ma non è tutto. «Il M5S ha presentato un ordine del giorno che chiede l’impegno al governo di non vendere, dismettere, permutare cubature attraverso la cessione di tre edifici penitenziari quali Regina Coeli (Roma), San Vittore (Milano) e Piazza Lanza (Catania). Tra i poteri che il decreto-legge "svuota carceri" concede al Commissario, infatti, vi è anche quello di dismettere degli edifici penitenziari magari permutandoli con altri, ovvero, di cartolarizzare il patrimonio immobiliare col rischio che questo venga svenduto». Aggiunge Colletti: «Sappiamo bene come sono finite le cartolarizzazioni, cedendo palazzi di pregio ai soliti avvoltoi. Speculazione che verrà fatta sulla pelle dei detenuti, utilizzati, in questo caso, come scudo-umano degli affaristi italiani».

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