Un atto d’amore che ha alleviato le angosce e i dolori degli ultimi giorni. Niente di sdolcinato ma un vero grazie al suo popolo, bandieramunito, arrivato davanti Palazzo Grazioli la prima domenica d’agosto con 40 gradi all’ombra. Un popolo che non si è vergognato di piangere, cantare, stringere affettuosamente la mano al suo leader fresco di condanna per frode fiscale. Silvio Berlusconi, segnato dalla vicenda e piuttosto commosso, evitando i toni aggressivi di qualche falco Pdl, ha lanciato il suo messaggio rassicurante al premier Letta e al presidente Napolitano: «Sono innocente, il governo va avanti non siamo irresponsabili. Prima di tutto c’è l’interesse dell’Italia». Il Cavaliere è consapevole che non c’è alternativa a questo governo ed evitando di accettare provocazioni continua a fare lo statista. Mentre c’è chi non si accontenta neppure di una condanna che potrebbe vedergli inflitti gli arresti domiciliari ed evoca il carcere, a dispetto delle apparenze ad avere maggior problemi sono gli altri. C’è il Pd, forse spiazzato dalle parole rassicuranti di Berlusconi. C’è la magistratura, irritata dal richiamo di Napolitano che ha posto la giustizia tra le riforme urgenti perché da troppo tempo all’ordine del giorno e mai realizzata. Unico commento al Berlusconi che non molla quello di Letta: «Tutto bene, ora la prova dei fatti». In Parlamento, da oggi.
Lo statista e le lacrime
di Sarina BiraghiUn atto d’amore che ha alleviato le angosce e i dolori degli ultimi giorni. Niente di sdolcinato ma un vero grazie al suo popolo, bandieramunito, arrivato davanti Palazzo Grazioli...