Politica

Fango e veleni La faida Dem Sposetti-Fioroni

Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Nel «Tuscia Gate» non c’è solo la faida interna al Pdl, con l’ex assessore Angela Birindelli indagata il 25 marzo 2012 e l’ex consigliere regionale Francesco...

Nel «Tuscia Gate» non c’è solo la faida interna al Pdl, con l’ex assessore Angela Birindelli indagata il 25 marzo 2012 e l’ex consigliere regionale Francesco Battistoni sentitosi diffamato da due giornalisti dell’ Opinione di Viterbo . Perché nel capoluogo, oltre alla Macchina di Santa Rosa ce n’è un’altra che sembra particolarmente sviluppata: la macchina del fango. E quella che sembra una storiaccia di dossieraggio su questioni locali, cela in realtà qualcosa di politicamente molto più rilevante: una spaccatura del Pd viterbese con implicazioni nazionali. Perché coinvolge il senatore Ugo Sposetti e il deputato ed ex ministro Giuseppe Fioroni. A riportare il caso sono varie testate locali, tra cui i giornali on line Tusciaweb e ViterboPost . Tutto nasce dall’informativa riepilogativa inviata alla Procura dal vicequestore della Polstrada Federico Zaccaria sull’inchiesta sulla macchina del fango coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi. Secondo la Procura di Viterbo ci si troverebbe davanti a un vero e proprio sistema criminale con amicizie trasversali che riguardano vari ambienti: politica, forze dell’ordine, professionisti, imprenditori. Un sistema che avrebbe tenuto sotto ricatto un’intera provincia e che vede coinvolto il giornalista Paolo Gianlorenzo, già direttore de L’Opinione e ritenuto vicino al centrodestra. Proprio quest’ultimo, dalle intercettazioni, risulta essere molto attivo nel «passare» a vari colleghi di rilevanti testate nazionali (si parla de Il Fatto Quotidiano , Il Giornale , L’Espresso ) notizie inerenti a vari fatti di cronaca, tra i quali il dossier Lusi (l’ex tesoriere della Margherita indagato per appropriazione indebita per aver sottratto rimborsi elettorali per 13 milioni di euro). Dalle intercettazioni allegate al tomo 8 degli atti giudiziari risulta che Sposetti sarebbe in possesso di tale dossier e disposto a fornirlo a Gianlorenzo, il quale lo girerebbe ad altri colleghi. L’inchiesta sul «Tuscia Gate» è stata stralciata dalla Procura di Viterbo che ha trasmesso il 18 luglio scorso gli atti a quella di Roma in relazione al caso Lusi. Sposetti non è indagato e annuncia querele attraverso il proprio legale Gianluca Luongo. Ma il dato politico resta. Le telefonate tra il senatore Pd e il giornalista di destra sono numerosissime. Con sullo sfondo il regolamento di conti tra le fazioni del Pd viterbese. Le telefonate intercettate a Gianlorenzo tra il 14 febbraio e il 29 marzo 2012 metterebbero in evidenza la macchina del fango. Proprio a San Valentino il giornalista parla a Sposetti della vicenda Asl dicendogli che è giunto il momento di dare il colpo di grazia. Ma di cosa si tratta? Di un’inchiesta della Procura di Viterbo - riportata da Il Fatto Quotidiano - per la sottrazione di 30 milioni di euro al Ssr per favorire amici imprenditori attraverso rimborsi gonfiati: 30 gli indagati, tra cui l’allora direttore generale Asl, amministratori pubblici, consulenti, imprenditori e politici per corruzione, concussione, truffa, abuso d’ufficio, turbativa d’asta. Per i pm una società di vigilanza avrebbe finanziato il Pd su richiesta del dg. Gianlorenzo informa Sposetti costantemente di ciò che pubblicheranno i giornali, gli annuncia di avere notizie su questioni importanti che riguarderebbero Fioroni. Parallelamente, Gianlorenzo annuncia ad alcuni giornalisti di avere «tutte la carte della Procura sulle tangenti». Il giornalista parla di faldoni che coinvolgerebbero la Margherita prima e il Pd poi. E il 7 marzo annuncia a Sposetti che «domani ci sarà una bella botta». Il 10 marzo, poi, Gianlorenzo dice a un collega de Il Giornale di essersi incontrato con Sposetti che gli avrebbe riferito di avere delle carte su Lusi e Fioroni. E il 15 marzo, Gianlorenzo preannuncia a un collega di una testata locale l’arrivo di uno «tsunami su Fioroni per la vicenda Lusi» e che L’Espresso «farà a pezzi Rutelli». L’investigatore all’ascolto annota: «Probabilmente ha avuto le carte da Sposetti». Il 18 marzo poi Gianlorenzo parla di una «briscola che Sposetti ha fatto per suo tramite su Il Fatto Quotidiano colpendo Fioroni». Ma né quest’ultimo né Rutelli sono mai stati interessati dall’inchiesta. È possibile che il giornalista millantasse tutto. Ma il dato politico resta: nel Pd vale tutto, anche demolire gli avversari interni.

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