Politica

E cerca convergenze sulla legge elettorale

Le intemperanze del Pdl non sono l’unico problema per Guglielmo Epifani e il Pd. Perché anche se Silvio Berlusconi facesse cadere l’esecutivo, i Democratici sanno che devono superare un altro...

Le intemperanze del Pdl non sono l’unico problema per Guglielmo Epifani e il Pd. Perché anche se Silvio Berlusconi facesse cadere l’esecutivo, i Democratici sanno che devono superare un altro ostacolo prima di arrivare alle elezioni anticipate: Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato, infatti, difficilmente accetterebbe di sciogliere le Camere, soprattuto senza una riforma della legge elettorale. Per questo motivo il Pd, in previsione dello scontro finale, sta cercando di trovare alleati che consentano la modifica del Porcellum pur senza il benestare del Pdl. Ieri mattina c’è stata una lunga telefonata tra il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda e il capogruppo di Scelta civica Gianluca Susta. E nonostante il colloquio abbia affrontato anche la necessità di recuperare il dialogo con il centrodestra dopo lo strappo sulle commissioni bicamerali, il «piatto forte» è stato l’accelerazione dell’iter della legge elettorale. Un passo avanti ma ancora insufficiente. A Montecitorio, infatti, i numeri sono assolutamente dalla parte dei Democratici, ma a Palazzo Madama è tutt’altra cosa. Sulla carta i senatori di Pd e Scelta Civica, più Sel e altri «cani sciolti», toccano quota 144. Per la maggioranza ne mancano ancora 13. Una ventina sarebbe meglio. Ergo, servirebbero i grillini. Ieri Repubblica e La Stampa hanno reso nota una mail del capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Nuti. Mail in cui il deputato, commentando la sentenza della Cassazione, scrive: «Che cosa dovrebbe fare il Pd? Chiudere con il governo, fare una legge elettorale con noi e andare a votare. E se Napolitano non volesse sciogliere le Camere allora toccherebbe a noi, dopo questo fallimento. Un governo su cinque punti: legge elettorale, reddito di cittadinanza, misure Pmi, abolizione finanziamento pubblico ai partiti, legge conflitto interessi». Qualche ora dopo, davanti alle ricostruzioni che parlano già di un governo Pd-M5S, Nuti corregge il tiro: «Oggi viene scritto di una nostra apertura al Pd ovviamente falsa. Lo abbiamo detto più volte: il Pd è il Pdl e con il Pd mai». Ma resta il dato che sulla legge elettorale l’intese potrebbe esserci. E a questo punto nasce la domanda: quale legge? Perché ovviamente anche su questo i Democratici sono divisi. Così il renziano Michele Anzaldi, parlando con l’ Adnkronos , ricorda il no (anche del Pd) alla proposta di Roberto Giachetti di tornare al "Mattarellum": «Come Pd abbiamo troppo assecondato fin dall’inizio il Pdl, nostro alleato pro tempore , soprattutto in tema di legge elettorale, e ora siamo ostaggi delle loro minacce».

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