Parla di sentenza «priva di giustizia» e dice al presidente Berlusconi di «non mollare». Il verdetto, per Gianfranco Miccichè, «è una cosa pazzesca». È amareggiato. Il sottosegretario alla Pubblica amministrazione e Semplificazione, d’altronde, ha un rapporto ultra ventennale con il Cavaliere. È stato colui che ha creato nel 1994 Forza Italia in Sicilia, divenendo da allora il pupillo di Berlusconi. Ha vissuto gioie e dolori con il Cavaliere, e non riesce a pensare un futuro politico senza il leader del Popolo della libertà a cui ha già rimesso il proprio mandato da esponente del governo Letta. Esecutivo, secondo il sottosegretario, in cui «è difficile rimanere». Onorevole Micciché, il presidente Silvio Berlusconi è stato condannato a quattro anni di carcere, al di là del ricalcolo dell'interdizione dai pubblici uffici… «Non si può che essere amareggiati. È fin troppo evidente che questa è una sentenza non giusta, non reca con sé alcun senso di giustizia. È l’ennesima la prova di quanto le sorti di un Paese siano legate non tanto alle scelte politiche di chi viene eletto democraticamente, quanto piuttosto alle decisioni di un tribunale. Certo, il presidente Berlusconi non andrà in carcere, per l'età, ma è una cosa pazzesca, pazzesca essere stato condannato per dei diritti televisivi per i quali è stato assolto chi ha firmato i relativi documenti. Che Paese è questo. Dopodiché, ovviamente, si rispetta la sentenza». Lei conosce bene il Cavaliere, quale potrebbe essere la sua reazione alla sentenza? «Mi auguro sinceramente che il presidente Berlusconi continui la propria strada senza tentennamenti in quanto ha il dovere morale, nei confronti dei dieci milioni di italiani che lo hanno voluto e votato, di non mollare. Ora più che mai deve restare saldo al timone di quella parte sana del Paese che crede ancora in una giustizia giusta. Poi, per quanto mi riguarda, io ho già aprlato con lui e gli ho comunicato che il mio mandato è nelle sue mani. Rimanere in questo governo è difficile, di sicuro, c'è uno stato di imbarazzo. L'amarezza è enorme e, comunque, è una situazione per la quale bisognerà capire cosa fare». Dunque, consegnerà il mandato al Cavaliere. Eppoi? «Non lo so, non lo so. Non riesco a pensare che tutto continuerà normalmente, questo lo devo dire. Vedremo cosa accadrà. Ma ripeto, con grandi difficoltà posso immaginare che non sia successo niente». È possibile che a settembre il governo arrivi al capolinea? «Sono decisioni che dovrà prendere il presidente Berlusconi, si dovranno affrontare insieme a lui. Dico ancora che a pensare che non succeda nulla non ci riesco». Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nicki Vendola, parla di «reati infamanti» e al Partito democratico dice, in sostanza, di staccare la spina al governo. «Il signor Vendola, con le sue invettive estremiste, si permette di dire cose ripugnanti. A chi vuol fare credere, Vendola, di essere una persona onesta».
Rimetto il mandato Sentenza pazzesca
Governo al capolinea? Si vedrà
