La ripresa dell’economia comincia a farsi sentire anche se i rischi al ribasso sono sempre presenti. Dunque la situazione è sicuramente migliorata rispetto a un anno fa, ma le condizioni del mercato del lavoro restano deboli. L’analisi del presidente della Bce, Mario Draghi, segue la decisione del Consiglio di lasciare il costo del denaro al minimo storico, con il tasso di riferimento allo 0,50%. Una scelta, presa all’unanimità, che ai aggiunge a quelle, analoghe, di Fed e BoE. E che, assicura Draghi, sarà mantenuta ancora a lungo. La Bce prevede una «ripresa graduale per la parte restante dell’anno e per il 2014», spiega il numero uno dell’Eurotower, evidenziando che i recenti dati di fiducia confermano le aspettative di «una stabilizzazione dell’attività economica». Tuttavia, aggiunge subito, restano «rischi al ribasso» sulle prospettive di crescita dell’area Euro. In questo scenario, con l'inflazione bassa, ma senza deflazione in alcun Paese, i tassi di interesse di riferimento per l'area Euro resteranno ai livelli attuali, o più bassi, per «un periodo di tempo lungo». Così come la liquidità rimarrà «abbondante per tutto il tempo necessario». A destare preoccupazione ci sono sempre le condizioni del mercato del lavoro, che «restano deboli». Draghi, quindi, ribadisce la sua ricetta: vanno «rimosse le rigidità, aumentata la competitività, sostenendo in particolar modo le pmi» per abbassare il tasso di disoccupazione «soprattutto per i giovani». Chiara, dunque, l'indicazione sul piano della politica economica che gli stati membri devono continuare a seguire. Le misure strutturali «sono essenziali per ridurre gli attuali alti livelli di disoccupazione». La situazione, comunque, «è migliorata, sotto ogni punto di vista, rispetto a un anno fa». Soprattutto, si vedono «i primi segnali» che le decisioni sui tassi e le misure intraprese «stanno raggiungendo l’economia reale». In molti Paesi, ricorda Draghi, «ci sono state riforme» e i risultati degli aggiustamenti fiscali «ci sono stati ovunque, e molto consistenti». In primo piano c'è anche la possibilità che la Bce decida di cambiare la propria politica di comunicazione adottando la prassi di pubblicare i verbali delle riunioni del Consiglio, sul modello delle minute della Fed. Ma Draghi, parlando di una discussione «solo all'inizio» e di un possibile annuncio in autunno, chiarisce la priorità: la comunicazione della Bce deve innanzitutto «rispettare l'indipendenza dei membri del Consiglio». Il numero dell'Eurotower si sofferma sulle peculiarità della Bce. «Non siamo un unico Paese, non siamo gli Usa né il Regno Unito e neanche il Giappone, ma 17 membri dell’area Euro: non ci possiamo permettere di mettere a rischio l’indipendenza dei membri del Consiglio, che sono seduti intorno al tavolo agendo nell'interesse dell’area Euro». Le decisioni «non possono essere politicizzate». Si tratta di un concetto che Draghi ribadisce più volte, incalzato dalle domande sul tema in conferenza stampa. Nel descrivere in dettaglio la valutazione della Bce sullo stato dell'economia, Draghi prevede, in prospettiva, per quanto riguarda la restante parte dell'anno ed il 2014, «la crescita delle esportazioni dell’area euro dovrebbe beneficiare di una ripresa graduale della domanda globale, mentre la domanda interna dovrebbe essere sostenuta dalla politica monetaria accomodante, come degli aumenti delle entrate reali grazie all'inflazione bassa». Inoltre, sottolinea ancora, «il miglioramento generale sui mercati finanziari cui abbiamo assistito dall'estate scorsa» sembra essersi «gradualmente» trasmesso all'economia reale, «come i progressi fatti nel consolidamento di bilancio». Detto questo, «i necessari aggiustamenti» nei bilanci del settore pubblico e privato «continueranno a pesare sull'attività economica» e «l'attività economica dell'area euro dovrebbe stabilizzarsi e riprendersi ad un ritmo lento». Per questa ragione, la politica monetaria della Bce «continuerà a essere orientata verso il mantenimento di un livello di accomodamento monetario garantito dalla previsione sulla stabilità dei prezzi e promuovendo condizioni di mercato stabili». Ma l'analisi di Draghi, che riflette ovviamente quella del Consiglio, resta orientata alla massima cautela. «Gli sviluppi recenti per l'Eurozona, le condizioni sui mercati finanziari e le incertezze collegate possono avere il potenziale di incidere negativamente sulle condizioni economiche».
La ripresa c’è ma può frenare
Draghi ottimista sull’area euro nel 2014. Denaro a basso costo ancora a lungo L’attività economica si sta stabilizzando. I tassi restano fermi allo 0,50%
